Mentre guardavo mia mamma muoversi con grazia nei suoi esercizi di Tai Chi sulla spiaggia di San Juan a Tenerife, dove ha passato gli ultimi 12 anni della sua vita, ho compreso che ci sono i nostri due mondi erano solo apparentemente diversi, ma che in realtà andavano nella stessa direzione: la realizzazione che ciò che siamo non è il dolore che ci accompagna né la storia che ci ha formato...
Tutto attorno a noi parla di conflitto, opposizione, prevaricazione, forse questo è il motivo per cui si parla molto di pace,. Ma ci sono molti luoghi all’interno di noi dove si può fare esperienza di una condizione pacifica...
Negli ultimi anni, psicologi e sociologi hanno riportato una crescente attenzione verso forme sofisticate di manipolazione mentale. Si tratta di un sistema organizzato di tecniche psicologiche progettate per erodere la capacità di giudizio autonomo e la stabilità interna della persona. E riconoscere tali meccanismi è fondamentale...
Come è difficile parlare di India dopo un viaggio in India. La maggior parte delle persone, me compreso, torna e crede di aver capito. Non tutto ma molto. Invece comprendere è quasi impossibile per un occidentale in viaggio. E così possiamo solo lasciarci avvolgere dalla vita che scorre a Calcutta/Kolkata, una città piena di colori e di mille toni di grigio. Qui siamo in un Girone dell’Inferno e in un Cielo del Paradiso nello stesso tempo. La vita vibra, lo spirito si eleva, la vista porta a casa visioni che non avrebbe voluto vedere...
Narendranath Dutta era un ragazzo di Calcutta brillante e vivace. Con una domanda: qualcuno ha davvero visto Dio? Quando incontra Ramakrishna la sua ricerca prende un nuovo avvio che lo porta al Parlamento delle Religioni di Chicago del 1893
Quando la mente sottile prende vita, cambia la visione interiore e quella della vita dell’altro. L’altro non è più “altro” ma è un atomo dell’Uno, proprio come te e me. Quando m’interesso di te, m’importa di me. E questo è il gesto interiore che considero più vicino al divino che io conosca
La parola Karma è uno dei termini più evocati di tutta la filosofia indiana, tanto da entrare nel nostro linguaggio comune e diventarne un termine quasi insostituibile. La parola Karma esprime l’idea delle reazioni che abbiamo compiuto e che ci incatenano a una serie di conseguenze inevitabili. Nella cultura vedica questo termine non solo indica in generale l’insieme delle reazioni alle azioni compiute nelle vite passate, ma anche come queste determineranno le vite future nelle diverse incarnazioni...
Avevo giurato che non sarei mai andata nella terra del Gange. Poi è accaduto e dopo i primi giorni di spaesamento mi sono abbandonata e ho accolto preziosi doni e indicibili emozioni. Il fascino dei colori, l’empatia dei sorrisi, le emozioni di luoghi suggestivi... Mi chiedo se ho viaggiato o è stato un sogno
Il leggendario Yogi immortale è l’essere umano che completa l’evoluzione con la padronanza delle energie interiori e la realizzazione del Sé. E molte scuole tamil sostengono che il Kriya Yoga, reso famoso da Yogananda, abbia radici nel “Siddha Yoga” tamil...
Questo è un po’ il manifesto dello yoga che pratico e che insegno da quasi trent’anni. Lo yoga si occupa della domanda essenziale che abita ogni essere umano. Del mistero del vivere, del mistero dell’essere coscienti. Del “chi” siamo e “come” siamo. La parola “Yoga” indica uno stato, uno stato fondamentale della coscienza. Non è un percorso che conduce da un luogo a un altro, e neppure una ricerca di benessere. È la possibilità di essere consapevoli di essere vivi e di come lo siamo. La possibilità di sentirsi espressione di una realtà indivisa. La pratica di Yoga si fonda sull’Osservazione e sul Cambiamento.
Lavoro con la voce da cinquant’anni. È stata la mia compagna, la mia arma gentile, il mio specchio: la radio, la tv, il canto. Con la voce ho raccontato e ascoltato, ho cercato emozione, ritmo, verità. Ma più la uso, più capisco che la voce non è solo suono: è respiro che si manifesta, corpo che vibra, anima che prende coraggio e decide di farsi sentire. È la forma più diretta di presenza
In Giappone c'è un biologo che fa un rituale in onore dei batteri sacrificati alla ricerca, ma ormai non solo induismo, buddhismo, jainismo e shintoismo danno una dignità “religiosa” agli animali: anche nel mondo cristiano si comincia a discutere degli animali in termini meno utilitaristici. E sarebbe ora. Perché, per dirla con il libro biblico dell’Ecclesiaste: «C’è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità»
Amrita Ceravolo “vive” da sempre per il suo ashram cittadino, l’Accademia Satya Yoga di via Bergamo, che ha fondato nel cuore di Monza. Dopo 23 anni di pratica yoga, nel 2022, a 46 anni, si è trovata di fronte a una delle prove più grandi della sua vita...
Steven M. Greer, ex medico d’urgenza, lasciata la corsia, è diventato una delle figure più note e discusse dell’ufologia contemporanea. Dopo anni di studi su presunti avvistamenti alieni, ha ideato un singolare protocollo di contatto basato su una sorta di “rito-meditazione”. Al termine dei quali - giurano i suoi seguaci - compaiono globi luminosi...
La speranza di una donna che è scappata dall'orrore e ha cercato un futuro con i suoi figli su un'isola della Grecia. Ma ha lasciato l'amore della sua vita e non vuol sapere che lo rivedrà solo come nuvole nel cielo...
Per invecchiare meglio bisognerebbe leggere più libri sulla biologia e guardare meno pubblicità. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Perché i condizionamenti sociali sono enormi. Ma a prescindere dallo sviluppo tecnologico che l’umanità ha raggiunto, le domande sulla vita e sulla morte rimangono le stesse. Perché nasciamo, perché moriamo? Ai quesiti esistenziali senza tempo rispondiamo con trapianti e i ritocchi, mentre dovremmo imparare a meditare...
Mahavatar Babaji, il guru di Lahiri Mahashaya che ha portato il Kriya Yoga in tutto il mondo, è il protagonista di un nuovo libro scritto da Jayadev Jaerschky. Che ci spiega chi è quest'essere leggendario che Yogananda descriveva come «simile al Cristo»
«L’italiano non è l’italiano, è il ragionare», diceva Sciascia. Ormai usiamo troppi termini inglesi e delle regioni è rimasta solo la cadenza. La perdita di patria è non avere più un terreno sotto ai piedi. È perdita di scrittura, di lingua, che abbiamo buttato via in modo indecente



