Questo è un po’ il manifesto dello yoga che pratico e che insegno da quasi trent’anni. Lo yoga si occupa della domanda essenziale che abita ogni essere umano. Del mistero del vivere, del mistero dell’essere coscienti. Del “chi” siamo e “come” siamo. La parola “Yoga” indica uno stato, uno stato fondamentale della coscienza. Non è un percorso che conduce da un luogo a un altro, e neppure una ricerca di benessere. È la possibilità di essere consapevoli di essere vivi e di come lo siamo. La possibilità di sentirsi espressione di una realtà indivisa. La pratica di Yoga si fonda sull’Osservazione e sul Cambiamento.
Non è soltanto un’idea, un’intuizione spirituale. È molto di più. Lo prova l'esperienza straordinaria dello scienziato Federico Faggin che ha percepito in sé che siamo tutt’uno con l’Universo. Ha vissuto l'espansione della coscienza. Un'esperienza che possiamo raggiungere quando capiamo la differenza tra l'io e il sé. E decidiamo a chi dare il comando della nostra vita
Per capire da cosa dobbiamo distaccarsi, è necessario innanzitutto capire chi siamo. E comprendere che dentro di noi abbiamo una forza ingovernabile che è l'inconscio, con il quale dobbiamo fare i conti, e che il vero segreto della felicità è la capacità di “lasciare andare”...
Il padre nobile dello Yoga italiano ed europeo da decenni insegna una pratica preziosa e fondamentale che purtroppo non si incontra spesso in questa disciplina: l’immobilità in āsana. È un concetto che ha sviluppato nel tempo, memore degli insegnamenti ricevuti dai suoi maestri, André Van Lysebeth, Swami Satchidananda, Swami Satyananda Saraswati e Vimala Thakar...
«Yoga è governare gli aspetti sottili della personalità», dice Yogasutra. Gestire le emozioni, i pensieri, le reazioni, le sensazioni. E questo può avvenire solo nel silenzio della staticità
Limitarsi al piano fisico non conduce a niente. Il movimento e le posture rendono solo manifesta l’esistenza nel nostro corpo di zone chiare. E aprono il cammino: preparano alla meditazione...



