Spesso la cronaca ci racconta il vuoto dentro cui stanno crescendo molti ragazzi e molte ragazze. Viviamo dentro una folle corsa al consumo e anche il rapporto educativo sembra essersi spezzato. Per lavoro vedo ogni giorno genitori accorgersi del disagio dei figli solo davanti a un brutto voto o a un rendimento scolastico che cala. Ma forse servono meno atteggiamenti normativi e più ascolto. Abbandonare l’ipercontrollo in favore della presenza...
Lavoro con la voce da cinquant’anni. È stata la mia compagna, la mia arma gentile, il mio specchio: la radio, la tv, il canto. Con la voce ho raccontato e ascoltato, ho cercato emozione, ritmo, verità. Ma più la uso, più capisco che la voce non è solo suono: è respiro che si manifesta, corpo che vibra, anima che prende coraggio e decide di farsi sentire. È la forma più diretta di presenza
Esserci. Essere presenti a ciò che si sta facendo. Quante volte attiviamo il pilota automatico senza essere presenti a noi stessi? A chi non è capitato di guidare l’auto e ritrovarsi a destinazione – magari sbagliata – senza ricordare la strada percorsa? A cosa stavamo pensando? In quale mondo eravamo? Certamente non nel qui ed ora!



