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  • Per cambiare vita bisogna cedere alla trasformazione

    L'autunno è il momento in cui si scopre che il nostro vecchio stile di vita ci sta stretto e vorremmo cambiare tutto. Allora facciamo castelli in aria, progetti meravigliosi che hanno talvolta il difetto di non considerare le nostre effettive capacità di adattamento e di competenze. Però quando la spinta arriva, vale la pena di non ignorarla, perché spesso può condurre a conoscere meglio noi stessi, a iniziare a cambiare qualcosa dentro di noi e a preparare un Piano B...

    Sono arrivata a Bali, anzi sono “tornata”

    Come una bambina, con gli occhi spalancati davanti alle meraviglie, cammino e guardo ogni cosa come se fosse la prima volta. Eppure, dentro di me, qualcosa sussurra che forse non è davvero la prima volta. Vi apro il mio “diario" dell'anima in questo luogo sacro...

    18 – Agire nel mondo rimanendo immobili, non è una contraddizione

    Il valore da dare ad azione e inazione è spesso problematico. Lo sa anche Krishna. Che spiega come il segreto sia trasformare il nostro rapporto con il risultato una volta che l’azione è stata compiuta. E di stare attenti al potere del desiderio. L'inganno non sta nel piacere in sé, ma nella ricerca del piacere come motore della nostra esistenza...

    Le statistiche dicono che sono diminuiti i buddhisti, ma non è così

    Una ricerca del Pew Research Center in Asia dice che il buddhismo è l’unica tra le grandi religioni mondiali ad aver registrato una diminuzione in termini assoluti tra il 2010 e il 2020. Ma a leggere bene i dati, quello che è in crisi è il definirsi religiosi, ma non i valori che il buddhismo incarna né le tradizioni popolari che tramanda

    I cardini dello yoga: immobilità, vuoto, attenzione e consapevolezza

    I punti importanti di questo percorso non sono gli asana, ma queste quattro condizioni essenziali. E c’è molto ancora da fare in ambito formativo affinché gli insegnanti di yoga siano capaci di spiegare non solo le tecniche corrette, ma anche di comunicare che lo yoga ha lo scopo di rendere serena la nostra vita. Una vita normale e quotidiana che sta fuori dal tappetino

    «Moon River», quel fiume che non ha fretta di arrivare

    Audrey Hepburn, non era una cantante e il grande Henry Mancini compose una melodia semplice, in tre quarti, che non chiede virtuosismo a chi la canta. Il brano divenne una leggenda e vinse due Oscar e due Grammy. Ma c'è un motivo per cui è diventata immortale: perché parla di una sensazione che chiunque conosce,la percezione che ci sia “qualcosa oltre la curva del fiume”, e il desiderio di andare a scoprirlo senza sapere bene cosa sia. Senz'ansia. Il buddhismo ha una parola gentile per questo: non-attaccamento all’esito...

    Il Grande Lebowski e quel Bodhisattva del Drugo

    «The Dude and The Zen Master» (Il Drugo e il Maestro Zen) contiene un dialogo brillante e profondo fra Jeff Bridges e Bernie Glassman. E affrontano il concetto di «Mensch» che in tedesco significa «essere umano» nel senso più pieno del termine. Non un supereroe, ma una persona che ha raggiunto un livello superiore di esistenza...

    Perché guardare al passato nello Yoga?

    Per orientare l’esperienza, la conoscenza rappresenta una guida indispensabile. Mircea Eliade, suggerisce che la storia ha il potere di insegnare per il presente e per il futuro e nei testi del passato è possibile ritrovare il riflesso delle nostre attuali possibilità. E uno di questi libri a cui fare riferimento è «Yoga Sutra» di Patanjali. Ecco perché è indispensabile conoscerlo e seguirlo

    Iniziano i corsi di Yoga degli autori di «Rispirazioni»

    I nostri articolisti sono tutti validi insegnanti di Yoga e qui trovate tutte le proposte in tutta Italia. Molti gli stili e le scuole di riferimento, ma su tutte c'è la serietà e lo studio profondo dei nostri autori

    Il sacrificio nella cultura vedica (seconda parte)

    Questa è la seconda parte dell'articolo di Andrea Fugazza sul sacrificio nella cultura dell'India. E qui parla del fuoco e della Kundalini. «Nello Yoga mistico sappiamo che, quando l’adepto risveglia Kundalini-shakti nel primo centro energetico, situato alla base della colonna vertebrale, incanalandola nel canale centrale unita ad apana, il soffio vitale che governa questo centro energetico, facendola risalire incontra il fuoco di Agni nello stomaco che, scaldandola, la infiamma e la spinge verso l’alto unendola al Prana...».

    Il sacrificio nella cultura vedica (prima parte)

    Si chiama Yajna (si legge “iagghia”) la pratica rituale del sacrificio e ha una sua complessità che deriva dai testi sacri. In questa prima parte, Andrea Fugazza, profondo conoscitore della cultura indiana, ci spiega i simboli e la filosofia di questa pratica millenaria. La prossima settimana non perdetevi la seconda parte

    3. Il messaggio libero e francescano di Swami Nirvanananda

    Questa è l'ultima puntata della lunga intervista allo swami-cantautore in cui ci racconta la libertà di un viaggio on the road alla scoperta della musica. La via di Swami Nirvanananda per l'India e una vita ascetica è passato attraverso la fascinazione per gli Stati Uniti e la musica americana. Ma il suo messaggio oggi è francescano: si può vivere con poco e imparare ad ascoltare i suoni del divino attorno a noi...

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    Il caldo, il pianeta che soffoca e una rivoluzione da accendere

    È dagli Anni 80 che le compagnie petrolifere sanno che saremmo arrivati a questo punto. Le temperature aumentano soprattutto nelle città, ma nessuno ha pensato a interventi minimi. Nessuno fa niente da decenni. E neanche adesso che si scoppia di caldo. E l'IA sta dando il colpo di grazia al clima...

    Tra apnea e Kriya Yoga, la mia vita all’ultimo respiro

    Nicola Colleoni a 53 anni ha vinto una gara dei Campionati di Apnea Indoor. Lui è un kriyaban della via del Kriya Yoga del sud dell’India legata alla tradizione dei Siddha e di Mahavatar Babaji. Ma non vogliamo insinuare che Nicola percorra la via del Kriya per migliorare i suoi tempi. Al contrario, conosciamo il suo impegno sincero nella via spirituale. Ma ci restava la curiosità di sapere qual è la connessione tra due pratiche che hanno obiettivi così lontani anche se entrambe contemplano la sospensione del respiro. E lo abbiamo intervistato

    «Lo yoga non si impara con gli occhi, è una disciplina dell’essere»

    di Antonio Nuzzo - C'è uno Yoga che si guarda e uno yoga che si abita. La cultura contemporanea ha costruito attorno al fare un'identità intera e lo Yoga è stato assorbito in questo paradigma. Ma nella sua radice profonda è una disciplina dell'essere e il suo fine è insegnare a vivere.