Dopo una Luna piena
ritorniamo sui nostri passi nel nostro ritmo
non confondiamoci con il fuori ma rimaniamo fedeli al nostro mondo interiore
sempre in movimento.
Cosa ci spinge a ritornare sui nostri passi?
Una maggiore consapevolezza oppure una paura enorme di quello che può diventare il nostro futuro?
Vogliamo che tutte le cose s’infilino al posto giusto e vogliamo sentire che le persone accanto a noi non soffrano per una decisione importante che rivoluzioni la nostra vita.
Questo è altruismo, è maturità, è troppa saggezza arrivata con le esperienze più significative del nostro passato.
Questo è stare nella mente, nel calcolare le mosse da fare, da scegliere, da cambiare
…ma…
questa mossa potrebbe fermarci, potrebbe farci morire dentro,
farci perdere la nostra anima, la nostra natura, impedirci di evolverci,
di cambiare per ritornare alla nostra essenza, a ciò che veramente siamo.
E allora
come ci si può muovere?
Il cuore non calcola, ma conosce.
E quando mente e cuore trovano un accordo, allora ogni passo è autentico.
Non scoraggiamoci se tutto sembra fermo, come sospeso.
A volte lo “stand-by” non è una fine, ma una pausa necessaria per ascoltarci meglio, per rivedere ciò che stiamo costruendo.
Forse è il momento di rinforzare le fondamenta, di dare forma ai nostri con la pazienza di chi ha compreso che il cambiamento vero non ha fretta, ma radici profonde!!!
La nostra è una fase di prova… ma senza dubbio di infinite possibilità.
E allora… non smettiamo di sognare, anche se tutto intorno sembra chiederci di aspettare.
Sognare, ma con i piedi ben piantati a terra e lo sguardo rivolto alle stelle.
Sognare, perché è proprio in questa sospensione apparente che può nascere il movimento più autentico, più genuino: quello verso noi stessi.

C’è una vera e propria letteratura del “FalsoVero Yoga”. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti
Viviamo immersi nel rumore e questa condizione non fa che alimentare le nostre turbolenze mentali. Ma i testi di yoga fondanti per la nostra pratica parlano del silenzio indicandolo con il termine «Mauna», il silenzio consapevole. E per sperimentare lo non è necessario isolarsi in un eremo, possiamo inserire brevi spazi di silenzio intenzionale nella routine quotidiana. Momenti di presenza a noi stessi. Il prezzo da pagare? Viaggiare controcorrente...
Tra le montagne dell’Himalaya, sei sillabe accompagnano da secoli la vita spirituale di milioni di buddhisti: «Om Mani Padme Hum» è il mantra della compassione, legato ad Avalokiteshvara, il bodhisattva che ha fatto voto di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Ma qual è il suo autentico significato? Attraverso gli insegnamenti del Dalai Lama, le fonti antiche e le interpretazioni della tradizione tibetana, scopriamo come queste sei sillabe racchiudano un percorso di trasformazione della mente, nel quale compassione e saggezza diventano inseparabili
Appena fuori Varanasi, luogo d'eccellenza dell'induismo, sorgono i resti del luogo in cui il Buddha insegnò le Quattro Nobili Verità ai suoi primi discepoli. È il sito di Sarnath, oggi elevato dall'Unesco a Patrimonio mondiale. Ecco la sua storia e perché deve tutto il suo fascino a un grande imperatore, Ashoka
Oggi siamo schiavi dell'attrazione per il cellulare. Eppure sappiamo che quando la mente vaga, entrano in gioco processi che coinvolgono il recupero dei ricordi, l’esperienza autobiografica, l’immaginazione di scenari futuri e la costruzione di associazioni tra informazioni anche lontane. Tutto questo può creare un terreno favorevole alla comparsa di intuizioni e soluzioni inattese. Il consiglio, allora, è semplice: concedetevi il lusso, ogni tanto, di vincere contro il fascino per il telefonino e introducete un confine tra lui e voi. È una pratica “salva-neuroni” che genera un effetto sorprendentemente...



