Pillole per cittadini stressati in vacanza: adesso ricomincio da me

È difficile sapere di cosa ho bisogno veramente. Ma è centrale capirlo. Sapere che non siamo le nostre emozioni, che il nostro testimone non sta nelle sensazioni. Sapere che siamo angeli e demoni, parte di azzurro e parte di buio. Che l'incoerenza è la coerenza del cosmo e che non c'è separazione in noi e tra noi e l'Universo. C'è un percorso da fare, non esiste la pillola della realizzazione, ma sappiamo che basta un attimo di luce perché la nostra vita cambi del tutto

La stabilità è la danza (mai uguale) del respiro

«Possibile che non c’è un attimo di tregua?», ci chiediamo talvolta. Perché sembra davvero che sia così. Allora non troveremo mai pace? Mai un momento senza onde che ci sbattono di qua e di là? Non lo so, forse per qualche ora, qualche giorno, ma poi auguro a ognuno che il movimento vitale prosegua i suoi passi, perché rimanere all’àncora non è lo scopo del viaggio della vita. Non siamo quadri fissi al muro che riproducono sempre la stessa immagine, siamo affreschi in perenne espansione in colore, forme, simboli, significato. Forse, allora, la stabilità è assenza di equilibrio per come lo intendiamo, ovvero la speranza di vivere nel fulcro dell'altalena...

Praticare l’equilibrio nella società della prestazione

di Isabella Schiavone - La ricerca dell’equilibrio attraversa molte pratiche orientali: Tai Chi Chuan, meditazione, yoga. Ma non tutte le difficoltà riguardano il piano interiore. Spesso l’attrito nasce dagli ambienti che frequentiamo, dai modelli culturali dominanti, dalle forme di organizzazione sociale basate sulla competizione, sulla produttività continua, sull’individualismo e sul consumo...

Sono una ricercatrice, non un’aliena (e perdo la pazienza)

In questa vita tutti e tutte siamo chiamati a ricoprire un ruolo, l’impiegata, l’avvocato, la mamma o il papà. Rispettare questi ruoli che per convenzione ci siamo dati, ci permette di vivere in società, una società dove è richiesto il rispetto di alcune regole, dove è richiesta un minimo di disciplina e dove è anche a volte sano essere un minimo rigidi e accettare di indossare quella maschera o quell’altra. La maschera diventa un problema quando non riusciamo più a togliercela...

Le parole non dette e la pace interiore

Le parole non dette nascono spesso dall’abitudine al silenzio imparata fin da piccoli. A volte tacere aiuta a comprendere e lasciare che le emozioni si sciolgano da sole; altre volte, però, trattiene un disagio che pesa. Serve equilibrio: saper attendere senza orgoglio, ma anche trovare il coraggio di parlare quando necessario, liberando ciò che altrimenti resterebbe bloccato

Radicamento, cosa significa «stare con i piedi per terra»

di Isabella Schiavone - «Terra» non è un concetto neutro. Nelle pratiche la terra è un’immagine metaforica e concreta al tempo stesso: è direzione, peso, gravità, attrito. È la base da cui dipende la possibilità di esserci: il pavimento, l’erba, il suolo. Con la terra si stabilisce un rapporto. Si torna a un punto d’appoggio. E vale nello Yoga, nel T'ai chi e nella meditazione...

Essere dimenticati e la bandiera invisibile dell’appartenenza

Quando il lavoro diventa parte della nostra storia: il desiderio umano di contribuire, di essere un piccolo mattoncino nella crescita di un progetto e la sottile ferita che nasce quando quella storia sembra dimenticarci

Tormento e presenza: il desiderio che ferisce, il desiderio che guida

Il desiderio è davvero causa di sofferenza o può diventare forza di trasformazione? Tra yoga, psicanalisi e pratica interiore, esploriamo l’ambivalenza delle passioni umane e il ruolo di memoria, inconscio e discernimento nel percorso spirituale. Non si tratta di reprimere ciò che ci muove, ma di attraversarlo con consapevolezza, fino a lasciare spazio a un cambiamento inatteso

Nella giungla di Milano, la via silenziosa alla non-violenza

La via dello yoga unisce riflessione e abbandono: ardore, studio di sé e infine affidamento all’Infinito. Non è solo pratica fisica, ma esperienza del Sé, coltivata ogni giorno con consapevolezza. Attraverso osservazione, mantra e presenza, si impara a dimorare nel “qui e ora”, anche nel caos quotidiano, perché lo yoga è esperienza viva, non magia

In India con lo zaino in spalla ritrovo la persona che sono

Mi sono sempre immaginata in viaggio, con uno zaino leggero o una valigia essenziale, pronta a incontrare luoghi e persone, a nutrirmi della bellezza sparsa nel mondo. Ora… ora si ricomincia. Nonostante le responsabilità, le differenze, i nuovi interessi. Torno a volermi bene, a riconoscermi...

Cosa sta accadendo quando tutto sembra crollare…

Ti sei mai sentito o sentita a pezzi? Se non ti è mai accaduto, è come per chi non ha mai la febbre, non è detto che faccia bene. Sai quando affiora quella sensazione di sgretolamento, di terremoto dentro e fuori di te? A me è successo e vi racconto le difficoltà e i doni di questa esperienza

Accendiamo la candela del cambiamento

La posizione della “candela” (salamba sarvangasana) esprime al meglio l'augurio per il nuovo anno. Significa capovolgere il consueto, introdurre nella vita quotidiana dei ribaltamenti, essere disponibili al cambiamento e alla trasformazione. Saremo capaci di accogliere l’imprevisto? E il diverso, che guarda il mondo con occhi capovolti perché preda della miseria e della guerra? Saremo capaci di buttare “gambe all’aria” la gabbia delle abitudini? Queste sono le sfide che ci attendono

Il corpo e la mente sono in grado di sperimentare la pace

Tutto attorno a noi parla di conflitto, opposizione, prevaricazione, forse questo è il motivo per cui si parla molto di pace,. Ma ci sono molti luoghi all’interno di noi dove si può fare esperienza di una condizione pacifica...

I confini del cielo, dell’io e del sé: così il divino si svela a me…

Quando la mente sottile prende vita, cambia la visione interiore e quella della vita dell’altro. L’altro non è più “altro” ma è un atomo dell’Uno, proprio come te e me. Quando m’interesso di te, m’importa di me. E questo è il gesto interiore che considero più vicino al divino che io conosca

Le urla, il silenzio e la voce che resta

Lavoro con la voce da cinquant’anni. È stata la mia compagna, la mia arma gentile, il mio specchio: la radio, la tv, il canto. Con la voce ho raccontato e ascoltato, ho cercato emozione, ritmo, verità. Ma più la uso, più capisco che la voce non è solo suono: è respiro che si manifesta, corpo che vibra, anima che prende coraggio e decide di farsi sentire. È la forma più diretta di presenza

La Grazia? È l’oceano che si sta muovendo…

... e ci sta indicando come e dove accogliere ciò che ci accade. Forse non c’è da nuotare verso o contro. Solo potremmo imparare a galleggiare. Per galleggiare è necessario solo aprire le braccia. Una meditazione che ci insegna a godere dei doni della Vita. Anche quelli che non sembrano doni

La paura che non pronunciamo mai e che si chiama «morte»

È un dato di fatto: l’idea della morte condiziona la nostra vita in ogni momento, e possiamo manifestare nei suoi confronti solo due modalità: esserne consapevoli o non esserlo...

La vita vera non si può certificare con un esame di laboratorio

Entro in un supermercato e vengo subito investito da un mondo parallelo, un universo di luci bianche, scaffali ordinati, profumi calibrati. E mentre cammino verso l’uscita, il rumore dei carrelli e il tintinnio delle bustine biodegradabili sembrano diventare un monito ironico: tutto questo benessere garantito è un grande lusso