Il vero problema del mondo contemporaneo non è che le macchine stiano diventando sempre più simili agli esseri umani. È che gli esseri umani stanno diventando sempre più simili alle macchine. Ma il primo, grande messaggio di Krishna ci accompagna ormai dall'inizio del secondo capitolo: non siamo il corpo-mente che crediamo di essere, ma la scintilla spirituale che lo anima. Ed essere umani significa imparare a distinguere tra il semplice reagire e il vero scegliere.
Nel quarto capitolo della «Bhagavad Gita», Krishna apre una nuova porta, introduce un tema scottante: la conoscenza trascendentale. La conoscenza più importante non si rivela solo studiando libri, nei dibattiti o nell’accumulo di informazioni, ma da una trasmissione “viva”. Un insegnamento “vivo” trasmette comprensione, visione, esperienza, sfumature, metodo e trasformazione interiore tutto insieme. E Krishna mostra che la conoscenza spirituale non è soltanto un insieme di concetti da apprendere: è anche relazione, fiducia, sincerità e apertura reciproca...
Krishna inizia a creare la cornice di pensiero nella quale impartire ad Arjuna il più grande e intimo degli insegnamenti segreti, riservati solo alle persone che non invidiano Dio...
Siamo noi, esseri condizionati, colmi di vanagloria e falso ego che vorremmo essere Dio! Nel senso che vogliamo controllare tutto, dominare su tutto e tutti. Lui sa che la vera felicità non sta in quelle cose ma nell’Amore, con la A maiuscola, Amore che è sinonimo di Servizio...



