17 – Chi sta scegliendo la tua vita?

Il vero problema del mondo contemporaneo non è che le macchine stiano diventando sempre più simili agli esseri umani. È che gli esseri umani stanno diventando sempre più simili alle macchine. Ma il primo, grande messaggio di Krishna ci accompagna ormai dall'inizio del secondo capitolo: non siamo il corpo-mente che crediamo di essere, ma la scintilla spirituale che lo anima. Ed essere umani significa imparare a distinguere tra il semplice reagire e il vero scegliere.

15 – La conoscenza più alta inizia con una relazione

Nel quarto capitolo della «Bhagavad Gita», Krishna apre una nuova porta, introduce un tema scottante: la conoscenza trascendentale. La conoscenza più importante non si rivela solo studiando libri, nei dibattiti o nell’accumulo di informazioni, ma da una trasmissione “viva”. Un insegnamento “vivo” trasmette comprensione, visione, esperienza, sfumature, metodo e trasformazione interiore tutto insieme. E Krishna mostra che la conoscenza spirituale non è soltanto un insieme di concetti da apprendere: è anche relazione, fiducia, sincerità e apertura reciproca...

13 – La ricetta per agire bene: terzo ingrediente, la conoscenza

Spesso non siamo protagonisti della nostra esistenza, ma semplicemente reazioni viventi a stimoli, abitudini, automatismi. Krishna, in questo verso, ci sta rivelando qualcosa di scomodo ma liberatorio: quando siamo dominati dall’ego, viviamo come sotto ipnosi. Cosa fare? Imparare a basare ogni scelta su una conoscenza viva, trasformativa...

12 – La ricetta per agire bene: secondo ingrediente, il distacco

Quando si parla di distacco, spesso si pensa subito al menefreghismo, al disinteresse o alla fuga dal mondo. Ma nella «Bhagavad-gita» il distacco è tutt’altro: è una chiave potente e concreta per agire bene, per vivere nel mondo senza esserne schiacciati. E chi ha imparato l’arte del distacco emotivo dal risultato non dovrebbe sottrarsi dall’azione, perché l’inazione di chi sa può lasciare spazio all’azione di chi non sa

11 – La ricetta per agire bene: primo ingrediente, il sacrificio

All'inizio dei tempi, da un vuoto apparente, emerse un suono. Una parola: «tapah». Medita. Fai austerità. Sacrifica. Fu un invito a guardare dentro, a fermarsi, a purificare l’intenzione prima dell’azione. In questa puntata della rubrica «My Sweet Krishna» iniziamo ad esplorare gli ingredienti fondamentali dell’azione consapevole secondo la Bhagavad-Gita...

5 – Noi non abbiamo un’anima, noi SIAMO l’anima

Nel secondo capitolo della «Bhagavad-gita» si gettano le basi di una prospettiva completamente ribaltata rispetto a quella dell’Occidente: se costruiamo il nostro progetto politico, sociale, scolastico, ecc. dimenticandoci dell’essenza del nostro essere allora sarà arduo cogliere davvero ciò che di bello c’è in questo mondo

3 – Come può una guerra essere giusta?

La situazione è di stallo totale, Krishna esorta Arjuna ad alzarsi e combattere, ma Arjuna è bloccato, non se la sente, è in uno stato di ansia soffocante, preso dal panico...