Il vero problema del mondo contemporaneo non è che le macchine stiano diventando sempre più simili agli esseri umani. È che gli esseri umani stanno diventando sempre più simili alle macchine. Ma il primo, grande messaggio di Krishna ci accompagna ormai dall'inizio del secondo capitolo: non siamo il corpo-mente che crediamo di essere, ma la scintilla spirituale che lo anima. Ed essere umani significa imparare a distinguere tra il semplice reagire e il vero scegliere.
Nel quarto capitolo della «Bhagavad Gita», Krishna apre una nuova porta, introduce un tema scottante: la conoscenza trascendentale. La conoscenza più importante non si rivela solo studiando libri, nei dibattiti o nell’accumulo di informazioni, ma da una trasmissione “viva”. Un insegnamento “vivo” trasmette comprensione, visione, esperienza, sfumature, metodo e trasformazione interiore tutto insieme. E Krishna mostra che la conoscenza spirituale non è soltanto un insieme di concetti da apprendere: è anche relazione, fiducia, sincerità e apertura reciproca...
Spesso non siamo protagonisti della nostra esistenza, ma semplicemente reazioni viventi a stimoli, abitudini, automatismi. Krishna, in questo verso, ci sta rivelando qualcosa di scomodo ma liberatorio: quando siamo dominati dall’ego, viviamo come sotto ipnosi. Cosa fare? Imparare a basare ogni scelta su una conoscenza viva, trasformativa...
Quando si parla di distacco, spesso si pensa subito al menefreghismo, al disinteresse o alla fuga dal mondo. Ma nella «Bhagavad-gita» il distacco è tutt’altro: è una chiave potente e concreta per agire bene, per vivere nel mondo senza esserne schiacciati. E chi ha imparato l’arte del distacco emotivo dal risultato non dovrebbe sottrarsi dall’azione, perché l’inazione di chi sa può lasciare spazio all’azione di chi non sa
All'inizio dei tempi, da un vuoto apparente, emerse un suono. Una parola: «tapah». Medita. Fai austerità. Sacrifica. Fu un invito a guardare dentro, a fermarsi, a purificare l’intenzione prima dell’azione. In questa puntata della rubrica «My Sweet Krishna» iniziamo ad esplorare gli ingredienti fondamentali dell’azione consapevole secondo la Bhagavad-Gita...
Nel secondo capitolo della «Bhagavad-gita» si gettano le basi di una prospettiva completamente ribaltata rispetto a quella dell’Occidente: se costruiamo il nostro progetto politico, sociale, scolastico, ecc. dimenticandoci dell’essenza del nostro essere allora sarà arduo cogliere davvero ciò che di bello c’è in questo mondo
La situazione è di stallo totale, Krishna esorta Arjuna ad alzarsi e combattere, ma Arjuna è bloccato, non se la sente, è in uno stato di ansia soffocante, preso dal panico...



