La nostra attenzione passa incessantemente da un oggetto all’altro, da un pensiero a un altro, da un desiderio a quello successivo, in una continua ricerca di stimoli. Come possiamo “sopravvivere” a tutto questo? Con l'aiuto del Mantra Yoga, pratica che interviene direttamente sulla struttura della mente, sulla sua dispersione e sui condizionamenti che determinano il nostro modo di pensare, reagire e comportarci. La lezione di Swami Niranjananda e i libri per orientarsi.
Sono tre i testi fondanti dello Hatha Yoga. Sono attribuiti ad autori leggendari e anche per questo è difficile stabilirne la datazione, ma la più antica Pradipika conservata è del 1629. Si ritiene che la Gheranda risalga al secolo successivo – il più vecchio manoscritto giunto a noi è del 1802 – e la Shiva Samhita a fine 1800. E il numero di asana contenuti in ciascuna delle tre pubblicazioni? 15 nella Pradipika, 32 nella Gheranda e 84 nella Shiva Samhita. E di “Saluto al sole” o di “Cinque tibetani”, non c’è traccia nei libri fondanti dello yoga moderno. Si tratta quindi di invenzioni recenti...



