«Possibile che non c’è un attimo di tregua?», ci chiediamo talvolta. Perché sembra davvero che sia così. Allora non troveremo mai pace? Mai un momento senza onde che ci sbattono di qua e di là? Non lo so, forse per qualche ora, qualche giorno, ma poi auguro a ognuno che il movimento vitale prosegua i suoi passi, perché rimanere all’àncora non è lo scopo del viaggio della vita. Non siamo quadri fissi al muro che riproducono sempre la stessa immagine, siamo affreschi in perenne espansione in colore, forme, simboli, significato. Forse, allora, la stabilità è assenza di equilibrio per come lo intendiamo, ovvero la speranza di vivere nel fulcro dell'altalena...
di Isabella Schiavone - La ricerca dell’equilibrio attraversa molte pratiche orientali: Tai Chi Chuan, meditazione, yoga. Ma non tutte le difficoltà riguardano il piano interiore. Spesso l’attrito nasce dagli ambienti che frequentiamo, dai modelli culturali dominanti, dalle forme di organizzazione sociale basate sulla competizione, sulla produttività continua, sull’individualismo e sul consumo...
Abbiamo sempre studiato che i sensi sono cinque, ma le più recenti ricerche dicono altro. Alcune arrivano a ipotizzare che i sensi umani possano essere molti di più, fino a 33. Non si tratta soltanto di un ampliamento quantitativo, ma di un cambiamento radicale nel modo di concepire il sentire: secondo le nuove ricerche, cioè, i sensi non sono compartimenti separati tra loro, bensì processi interconnessi, capaci di influenzarsi reciprocamente e di costruire insieme l’esperienza...



