Seneca “fa il Patanjali”: «Immaginazione, tu ci fai soffrire…»

Nei Yoga Sutra, il problema centrale non è il mondo, ma l’instabilità della mente: le fluttuazioni che alterano la percezione e producono sofferenza. Quando Seneca osserva che «Soffriamo più spesso per la nostra immaginazione che per la realtà», sembra descrivere esattamente ciò che Patanjali chiama vṛtti, i movimenti mentali che distorcono l’esperienza. In entrambi i casi, il dolore non è negato, ma ricollocato: non nasce tanto dagli eventi quanto dal modo in cui li amplifichiamo...

Freud e Patanjali non sono poi così lontani

Yoga e psicanalisi apparentemente sembrano mondi lontanissimi fra loro, eppure sono tante le cose che hanno in comune. Fra la struttura della mente umana concepita dai Veda, utilizzata da Patañjali alla fine del 300 nella composizione della sua metodica Yoga, e l’intuizione freudiana passano almeno 1500 anni. Un enorme lasso di tempo in cui lo studio della mente si è sempre più evoluto per continuare a dare risposte al malessere esistenziale dell’uomo...

Siamo in un percorso di ascolto e di ricerca, non facciamo i giudici

Alla fine di un anno di insegnamenti metto in chiaro alcuni punti fermi del percorso che insegno, una via che non contempla separazione, ma chiarezza su alcuni punti fermi: lo Yoga per me è Vidya, è visione interiore e visione di vita