Che ci sia un calo di iscritti è sotto gli occhi di tutti. Dal 20 al 30 per cento di iscritti in meno. Anche il pilates arretra, anche se meno. Lo scrittore e insegnante di Yoga, Philip Goldberg, commenta: «A quanto pare, “morto” significa che lo yoga tradizionale ha perso il suo fascino nel mondo delle discipline fitness di tendenza. Forse è un bene se, in seguito a tutto ciò, il pieno significato dello yoga potrà essere riscoperto in tutta la sua profondità».
Il pulsare frenetico della città, le storie rubate, la gente che gira in ciabatte come al mare. Impressioni di una viaggiatrice innamorata del mare che si immerge nel teatro dell'assurdo della città meneghina. Luogo ideale per prendere energia per poi fuggire altrove. Perché Milano si è trasformata in una città che nasconde un demone...
di Antonio Nuzzo - C'è uno Yoga che si guarda e uno yoga che si abita. La cultura contemporanea ha costruito attorno al fare un'identità intera e lo Yoga è stato assorbito in questo paradigma. Ma nella sua radice profonda è una disciplina dell'essere e il suo fine è insegnare a vivere.
«C’è davvero bisogno di un maestro per camminare sul sentiero spirituale?», si chiede Antonio Manzionna presentando il nuovo articolo di Narendra Murty. ricercatore con oltre trent’anni di ricerca nelle tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente, autore di diversi libri e associato alla Sri Aurobindo Society di Pondicherry. «Una domanda che, come sottolinea il pensatore indiano, non può essere liquidata con un semplice sì o no. Il Guru non è una figura da accettare per fede né da rifiutare per diffidenza, ma da comprendere nella sua funzione più profonda»...
di Isabella Schiavone - La ricerca dell’equilibrio attraversa molte pratiche orientali: Tai Chi Chuan, meditazione, yoga. Ma non tutte le difficoltà riguardano il piano interiore. Spesso l’attrito nasce dagli ambienti che frequentiamo, dai modelli culturali dominanti, dalle forme di organizzazione sociale basate sulla competizione, sulla produttività continua, sull’individualismo e sul consumo...
di Bhikkhu Pannakara - «Il Vesak non è soltanto una celebrazione per i buddhisti», dice all'Onu il monaco che ha guidato la Walk for Peace. «Molte persone desiderano la pace, ma fanno fatica a trovarla dentro se stesse. Per questo gli insegnamenti del Buddha restano oggi profondamente attuali. Il Buddha insegnò che la pace non nasce soltanto dai governi o dalle istituzioni. La pace nasce nella mente umana». Ecco il suo meraviglioso discorso che è un insegnamento per tutti
di Kaiser Irani - Pubblichiamo la traduzione in italiano della prefazione di un libro straordinario (in inglese) che potete scaricare gratuitamente sulla vita della filosofa indiana Vimala Thakar. È solo un assaggio della grandezza di questa anima ispirata da Krishnamurti, Vivekananda e Gandhi che ha dato un contributo eccezionale alla ricerca spirituale di milioni di persone in tutto il mondo
di Dott. Narendra Murty - L’Induismo è spesso definito “stile di vita”, ma è in realtà un sistema spirituale complesso e decentralizzato. Non ha un unico testo o profeta, bensì molteplici vie adattate all’individuo (adhikara). Considera l’uomo intrinsecamente divino e usa rituali come strumenti temporanei di crescita. Il nome che ne danno gli indiani è «Sanatana Dharma», la Legge eterna, un approccio flessibile e inclusivo alla spiritualità
di Patrizia Toshini Saccà - La grande atleta paralimpica e famosa inventrice di Yoga a Raggi Liberi, ci racconta cosa significhi per questi ragazzi partecipare alle gare paralimpiche. Un grande traguardo ottenuto con abnegazione e tanta fede nella Vita. Proprio come è accaduto a lei dopo che a 13 anni ha perso l'uso delle gambe...
di Isabella Schiavone - «Terra» non è un concetto neutro. Nelle pratiche la terra è un’immagine metaforica e concreta al tempo stesso: è direzione, peso, gravità, attrito. È la base da cui dipende la possibilità di esserci: il pavimento, l’erba, il suolo. Con la terra si stabilisce un rapporto. Si torna a un punto d’appoggio. E vale nello Yoga, nel T'ai chi e nella meditazione...
di Sn. Prembindu - Nell’ashram di Swami Satyananda Saraswati la vita si spoglia del superfluo per diventare pratica viva. Tra silenzio, disciplina, «seva» e ritmi essenziali, l’esperienza quotidiana diventa uno specchio che rivela limiti, attaccamenti e risorse interiori. Non si tratta solo di studiare lo Yoga, ma di incarnarlo in ogni gesto, scoprendo che la vera trasformazione nasce dall’adattarsi, dall’accogliere e dal riconoscere che tutto ciò che si cerca è già dentro di noi
Dopo 108 giorni e 3.700 km dal Texas a Washington, 19 monaci vietnamiti guidati da Bhikkhu Pannakara concludono la Walk for Peace. Un cammino non politico né religioso, ma di consapevolezza e gentilezza, che ha commosso migliaia di persone e culmina in una meditazione globale per diffondere pace interiore e collettiva. E qui trovate due meditazioni di consapevolezza del venerabile monaco
di Isabella Schiavone - La cultura del risultato invade tappetini e cuscini, trasformando routine di cura in gare silenziose. Una contro‑narrazione: restituire alla pratica il suo spazio di libertà. Un articolo esclusivo di Isabella Schiavone, giornalista Rai e autrice del libro «Lavoro tossico»
«Per YogaFestival, è urgente restituire allo yoga la sua autenticità; non è questione di purismo, ma di onestà verso una tradizione che invita alla profondità e non all’apparenza», scrive la presidente di YogaFestival. «Non si tratta di escludere il movimento, ma di ricordare che il movimento da solo non basta. Yoga è ciò che resta quando il corpo e la mente si raccolgono in una sola direzione. Per questo motivo, YogaFestival 2025 non ci sarà: tornerà nel 2026»...
Questo articolo è apparso su Yoga Journal nella rubrica La mia pratica e lo ripubblichiamo qui per gentile concessione del direttore Guido Gabrielli. Abbiamo scelto Francesca Alinovi perché il suo gruppo, i Lovesick, sta mietendo successo ovunque. Francesca trova tutta la potenza del suo contrabbasso nella pratica di meditazione buddhista e di yoga. Ecco il suo racconto.
Mario Raffaele Conti ed Edoardo Rosati non sono solo scrittori e giornalisti: compongono anche canzoni che sono lo spin-off del loro lavoro di comunicatori. Qui ci raccontano come è nato il loro terzo album, «Questa vita è il tuo racconto».
Esserci. Essere presenti a ciò che si sta facendo. Quante volte attiviamo il pilota automatico senza essere presenti a noi stessi? A chi non è capitato di guidare l’auto e ritrovarsi a destinazione – magari sbagliata – senza ricordare la strada percorsa? A cosa stavamo pensando? In quale mondo eravamo? Certamente non nel qui ed ora!



