Di questi tempi, nel mondo dello yoga notiamo un paradosso amaro, molti centri yoga fanno fatica a mantenere aperta la loro attività. Se molti anni fa si faceva molta fatica a scovare un luogo dove praticare e studiare questa scienza, attualmente l’interesse per il benessere in senso lato e la meditazione sono ai massimi livelli. Malgrado ciò i centri fanno fatica a coprire i costi in crescita. I motivi che ci hanno condotto a questa situazione, sono molti e di diversa natura sia sociale, culturale ed economica.
Alla base di questa tendenza ci sono, in primo luogo, le difficoltà sorte assieme alla migrazione verso l’insegnamento online. Durante la pandemia, l’insegnamento online era l’unica opzione aperta; la scelta era obbligata, lezioni online oppure nulla. In un primo momento, molti insegnanti erano critici verso questa modalità di insegnamento, ma nel tempo l’hanno adottata in modo sistematico. I limiti ci sono, la trasmissione insegnante allievo non avviene con la stessa ricchezza, ma attraverso l’uso di elaborate piattaforme e app dedicate, è possibile praticare a casa. Il pubblico potenziale è praticamente infinito, i costi sono una frazione del costo di un abbonamento in studio, risparmiando anche sui tempi da dedicare alla pratica. In realtà per poter praticare a casa, basta una connessione Internet e un spazio quieto, sia in termini di spazio che di rumore.
I costi di gestione post-Covid sono fortemente aumentati soprattutto nelle grandi città. In particolare a Milano, gli affitti sono in vertiginosa crescita come conseguenza dell’aumento del valore immobiliare degli spazi. Gestire uno spazio fisico è diventato estremamente oneroso con affitti importanti e bollette in crescita. Si aggiunge anche il tema della tassazione e burocrazia poiché in Italia, la gestione fiscale dei centri, avviene spesso sotto forma di Associazioni Sportive Dilettantistiche, la cui normativa è diventata sempre più complessa e stringente. Molti centri yoga per sopravvivere, hanno scelto di cambiare la propria proposta, per ampliare la propria base di utenti superando per redditività quelli “tradizionali”, cioè quei centri che propongono un unico stile di yoga come era la norma in passato. Si è affermato un modello ibrido in cui viene offerta una quota associativa di lezioni online o eventi speciali tra cui ritiri, seminari o anche formazione. Quando lo yoga viene proposto solo come una “ginnastica”, l’utente cercherà sempre il prezzo più basso o la soluzione più comoda.
A questa situazione si è aggiunta la saturazione del mercato, è diventato facile iscriversi a una delle numerose formazioni per diventare rapidamente istruttori di yoga, una qualifica sufficiente per insegnare in molte palestre che propongono una varietà di proposte ginniche, lavoro in spazi attrezzati, oltre a corsi di yoga. Per un utente medio, pagare un unico abbonamento per sala pesi, piscina e yoga è più conveniente che pagare uno studio specializzato. Ma il tema centrale è: che qualità di pratica yoga propongono ? Qual’è la preparazione dei loro insegnanti ?
Ogni anno vengono certificati migliaia di nuovi insegnanti la cui preparazione in termini culturali è sempre più frettolosa e superficiale, mentre la domanda di lezioni in presenza a prezzo pieno non cresce affatto alla stessa velocità. La Yani, una delle principali associazioni nazionali di insegnanti di yoga, dopo aver superato abbondantemente i mille iscritti, ora ne ha circa 850 soci. Yani assieme alle altre associazioni nazionali, hanno tentato di opporsi al depauperamento culturale dello yoga richiedendo di fissare la preparazione minima degli insegnanti a formazioni di almeno 500 ore, ma con scarso successo. Poi c’è la Norma Uni che dal 2016 prova a regolamentare i requisiti di conoscenza, abilità e competenza. Ma la realtà è altra, le formazioni sono numerose e diventano istruttori e insegnanti di yoga persone dopo aver seguito corsi di breve durata. Questo significa che a questi insegnanti manca il tempo e il modo di maturare la propria personale evoluzione, elemento fondamentale nella trasmissione di questa scienza interiore. In passato diventava insegnante solo chi aveva veramente acquisito una conoscenza profonda e aveva sperimentato su di sé le affermazioni degli antichi testi.
In sintesi, lo yoga non sta affatto morendo, ma lo spazio fisico dei centri yoga sta subendo una metamorfosi forzata. Molti insegnanti preferiscono oggi affittare sale a ore o collaborare con hotel e centri benessere piuttosto che farsi carico di un affitto fisso.
La riflessione che mi sembra implicita è: noi insegnanti, cosa abbiamo sbagliato nella nostra trasmissione? È mia opinione che abbiamo trascurato di trasmettere la ricchezza culturale dello yoga, il messaggio da trasmettere agli allievi deve sottolinearne il valore come scienza, una filosofia ricchissima e millenaria. Lo yoga è molto di più di una ginnastica, molto di più di tutti i tentativi di presentare lo “yoga e”, in aggiunta a qualsiasi cosa.
Guardando le riviste di yoga, vediamo carte patinate e ragazze in leggings con fisici perfetti e mobilità articolare eccellente. Ma la realtà di coloro che si avvicinano allo yoga è tutt’altra: disagio fisico, ansia, respirazione poco profonda. E la soluzione non può essere di mettersi una tutina davanti al mare, cielo azzurro e un sorriso beato. Gli insegnanti che si sono formati con anni di studio e di pratica umile e continuata, sanno che lo yoga è infinitamente più di ciò che viene presentato al pubblico. È necessario sottolineare la ricchezza di una pratica profonda e lo studio degli infiniti testi dello yoga. Chi più studia e sperimenta su di sé le affermazioni che troviamo nei testi millenari?
Di fronte alla débacle dei centri di yoga, riflettiamo su come trasmettere ciò che ci ha attirato allo yoga in prima istanza. Coltiviamo in noi il coraggio di proporre una pratica e lo studio di qualcosa di più profondo, non pronto al consumo, ma lo studio di una scienza che richiede tempo, costanza e ascolto profondo. Non è più tempo di proposte superficiali. Non è così che gli allievi arriveranno desiderosi di capire di sé, della mente, del loro corpo e del respiro.
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