Accettare un maestro spirituale significa rinunciare a una vita in cui tutto ruota intorno a te. In una semplice frase, significa rinunciare al proprio interesse personale. Il mio maestro spirituale non era né rassicurante né accomodante: era semplicemente sconvolgente. Fin dal primo momento aveva stabilito inequivocabilmente che da me voleva tutto, senza nessuna garanzia in cambio...
«C’è davvero bisogno di un maestro per camminare sul sentiero spirituale?», si chiede Antonio Manzionna presentando il nuovo articolo di Narendra Murty. ricercatore con oltre trent’anni di ricerca nelle tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente, autore di diversi libri e associato alla Sri Aurobindo Society di Pondicherry. «Una domanda che, come sottolinea il pensatore indiano, non può essere liquidata con un semplice sì o no. Il Guru non è una figura da accettare per fede né da rifiutare per diffidenza, ma da comprendere nella sua funzione più profonda»...
Certo, 2.000 guru sarebbero decisamente troppi, ma il problema è che non ce ne sono (quasi) più. Tutto è nelle mani di singole monadi, spesso egoriferite. Dove sono i confronti? I dibattiti? Le scuole? Le pubblicazioni dei congressi? Esistono solo quelle degli accademici. E questo per lo hatha-yoga è un male. Mi ritrovo spesso a pensare al futuro dello hatha-yoga (che è quello che pratico e insegno), quello che usa il corpo come strumento di indagine, è quello che ha subito maggiormente i contraccolpi della società dei consumi e del capitalismo...
Negli ultimi anni, psicologi e sociologi hanno riportato una crescente attenzione verso forme sofisticate di manipolazione mentale. Si tratta di un sistema organizzato di tecniche psicologiche progettate per erodere la capacità di giudizio autonomo e la stabilità interna della persona. E riconoscere tali meccanismi è fondamentale...
Si chiama così colui che nell’amore della sua esperienza personale completamente realizzata, si volta ed è lì a sorriderti, o a spronarti affinché tu possa vivere la tua. E per me è stato Paramhansa Yogananda..
Credo che siamo abbastanza navigati e onesti da sapere bene che un neofita deve fare slalom gigante fra le apparenze, in questo rutilante mondo dello yoga. Ci sono troppe trappole coperte da pubblicità ruffiana – se non ingannevole al limite della truffa -, c’è il rischio continuo di manipolazione a opera di una pletora di autoproclamati guru, tutto ben ben condito dall’illusione di certificazioni e riconoscimenti.



