Ogni anno, con la luna piena del mese di maggio, milioni di buddhisti nel mondo celebrano il Vesak, la ricorrenza più importante dell’intera tradizione buddhista. Non si tratta soltanto della commemorazione della nascita di Gautama Buddha, ma anche della sua illuminazione e del suo parinirvāṇa, il definitivo ingresso oltre il ciclo delle rinascite
di Bhikkhu Pannakara - «Il Vesak non è soltanto una celebrazione per i buddhisti», dice all'Onu il monaco che ha guidato la Walk for Peace. «Molte persone desiderano la pace, ma fanno fatica a trovarla dentro se stesse. Per questo gli insegnamenti del Buddha restano oggi profondamente attuali. Il Buddha insegnò che la pace non nasce soltanto dai governi o dalle istituzioni. La pace nasce nella mente umana». Ecco il suo meraviglioso discorso che è un insegnamento per tutti
È la più poetica marcia per la pace di questo secolo. Ha preso il via il 26 ottobre 2025, da Fort Worth, in Texas, e la meta è Washington D.C., lontana più di cento giorni di cammino e dieci Stati. I protagonisti sono 19 monaci di tradizione buddhista vietnamita, tutti legati al Tempio Huong Dao di Fort Worth. «Questo è il nostro contributo, non imporre la pace al mondo, ma aiutarla a germogliare, un cuore risvegliato alla volta», dicono
«Imparare a prendersi cura del corpo, sì, ma anche ascoltare il proprio corpo». Il fatto che «la verità per essere vera si deve muovere perché altrimenti è un dogma, è qualcosa che ti blocca e invece di essere in consonanza con la vita ti fa essere in dissonanza». Sono alcuni dei concetti emersi nella festa milanese del Vesak. Che ha fatto emergere il bisogno di guardarsi dentro e ritrovare l'etica della vita e della società. Una capacità che dovrebbe essere assunta dalla via dello Yoga per tornare a essere un percorso di rivelazione interiore e di cambiamento profondo



