Hatha Yoga, le nuove ricerche svelano il suo volto segreto

Conviene sempre distinguere l’accademia dalle tradizioni, perché guardano alle cose da punti di vista molto differenti. Gli studiosi sono interessati a mettere in ordine, catalogare, stabilire datazioni, scoprire i contesti dei manoscritti, che man mano vengono scoperti e messi a disposizione dei lettori e dei praticanti. Alle tradizioni non interessano questi particolari. Quindi c’è, e ci sarà sempre, un divario fra ciò che è “vero” per l’accademia e ciò che è “vero” per le tradizioni. Qui vi portiamo in un viaggio affascinante nella storia e nei testi, che dirà molto anche a chi pratica...

Queste nuove scoperte cambiano la storia dello Hatha Yoga!

Gli ultimi studi dicono che gli hatha-yogin nel ‘700 praticavano āsana dinamici con l’uso di supporti e muri. Che agli āsana “classici” furono aggiunti āsana in movimento, e molte posizioni furono combinate a un movimento che si ripete più volte. Tra il 1000 al 1600 lo hatha si è trasformata da pratica ausiliaria (uno di 4 yoga) a pratica a se stante. Bisognava avvicinarsi ai gusti di sempre più persone e quindi fu necessario introdurre sperimentazioni, innovazioni, contaminazioni da ascetismo e arti marziali. E molto prima degli inglesi si era, molto probabilmente, sviluppata una sorta di competizione fra le varie tradizioni...

Patanjali, “Yogasutra” e il mistero dei 13 asana nascosti

Una delle diatribe che più appassiona accademici, maestri e praticanti di yoga è quella relativa all’attribuzione di alcuni āsana direttamente a Patañjali. Del celebre filosofo, padre dello Yoga si sa che nel suo trattato Yogasutra non descrive alcun āsana, ma “semplicemente” lo definisce in tre aforismi...