Il Grande Lebowski e quel Bodhisattva del Drugo

«The Dude and The Zen Master» (Il Drugo e il Maestro Zen) contiene un dialogo brillante e profondo fra Jeff Bridges e Bernie Glassman. E affrontano il concetto di «Mensch» che in tedesco significa «essere umano» nel senso più pieno del termine. Non un supereroe, ma una persona che ha raggiunto un livello superiore di esistenza...

Sentiment, that one element that science struggles to grasp

Gli scienziati hanno creato l’intelligenza artificiale, i robot e persino tecnologie basate sui cinque elementi che compongono il nostro corpo, alimentandoli con dati che imitano il comportamento umano il più fedelmente possibile; eppure non riescono a verificare se l’imitazione equivalga all’emozione, perché l’emozione o il sentimento è qualcosa che si verifica solo nell’esperienza...

Diventiamo più umani, riportiamo la trascendenza nella nostra vita

La percepiamo come un tabù, ma anche come una dimensione antiquata, adatta ad altri tempi, come se questo aspetto della nostra vita fosse meglio tenerlo per noi, trattandolo con pudore. Oppure neghiamo l'esistenza del divino tout-court. Ma la mia domanda è: perché molto dello yoga moderno non valorizza appieno la dimensione trascendente? Eppure la trascendenza è considerata una condizione naturale della mente...

E cosa provereste se inventassero il Cristianesimo della risata?

Immaginiamo che l’India sia uno dei Paesi più progrediti sotto il profilo economico e sociale del mondo e diventi sempre più diffusa la moda del Cristianesimo. Immaginiamo che vengano organizzati eventi e festival a tema, con spettacoli e lezioni, conferenze e vendita di gadget e accessori... È quello che l'Occidente ha fatto con lo Yoga. Lo sforzo che dobbiamo fare invece è di semplificare senza rendere banale, rendere accessibile senza tradire il contenuto, divulgare ciò che ha importanza e valore senza appesantire o dogmatizzare ed esagerare ma, per lo meno, non trasformare tutto in un circo Barnum

Understanding the Soul’s Purpose Through Trees

Gli alberi sono una parte essenziale del nostro ecosistema e lavorano a stretto contatto con il Sole per mantenere la vita su questo splendido pianeta, semplicemente esistendo. Se li osservate, vivono e crescono in armonia con la natura, ed è per questo che trasmettono tanta pace e serenità. La loro energia purifica l’aura e le loro radici sostengono la vita. E se vi dicessi che, per crescere spiritualmente, è fondamentale imparare e assimilare ciò che la vita di un albero ci insegna?

L’alchimia dell’anima: il risveglio interiore tra guru e discepolo

«C’è davvero bisogno di un maestro per camminare sul sentiero spirituale?», si chiede Antonio Manzionna presentando il nuovo articolo di Narendra Murty. ricercatore con oltre trent’anni di ricerca nelle tradizioni spirituali d’Oriente e d’Occidente, autore di diversi libri e associato alla Sri Aurobindo Society di Pondicherry. «Una domanda che, come sottolinea il pensatore indiano, non può essere liquidata con un semplice sì o no. Il Guru non è una figura da accettare per fede né da rifiutare per diffidenza, ma da comprendere nella sua funzione più profonda»...

Seneca “fa il Patanjali”: «Immaginazione, tu ci fai soffrire…»

Nei Yoga Sutra, il problema centrale non è il mondo, ma l’instabilità della mente: le fluttuazioni che alterano la percezione e producono sofferenza. Quando Seneca osserva che «Soffriamo più spesso per la nostra immaginazione che per la realtà», sembra descrivere esattamente ciò che Patanjali chiama vṛtti, i movimenti mentali che distorcono l’esperienza. In entrambi i casi, il dolore non è negato, ma ricollocato: non nasce tanto dagli eventi quanto dal modo in cui li amplifichiamo...

«Tarpanam», un gesto semplice per fare pace con il passato

Il tarpanam è una pratica semplice e accessibile che offre uno spazio per riconoscere la memoria familiare senza restarne prigionieri. Attraverso acqua, silenzio e intenzione consapevole, il rito permette di dare un luogo simbolico alla perdita, trasformando il lutto e il dolore generazionale in presenza abitabile. Non è un gesto rivolto ai morti, ma un atto di responsabilità verso i vivi, per fare pace con il passato e alleggerire il presente

Seguiamo una tradizione, ma conserviamo la libertà di pensiero

Autonomia di pensiero, ricerca interiore e guida di una tradizione hanno una necessità: quella di procedere all’unisono. Ed è l’alchimia più difficile da trovare. Libertà per me è responsabilità e nel mio caso la «responsabilità» porta con sé la necessità di studiare, conoscere, entrare in sintonia con un pensiero, una via, un credo. Altrimenti si finisce nell'integralismo ignorante

Lo Yoga è meditazione, presenza e ascolto (e insegna a vivere)

Questo è un po’ il manifesto dello yoga che pratico e che insegno da quasi trent’anni. Lo yoga si occupa della domanda essenziale che abita ogni essere umano. Del mistero del vivere, del mistero dell’essere coscienti. Del “chi” siamo e “come” siamo. La parola “Yoga” indica uno stato, uno stato fondamentale della coscienza. Non è un percorso che conduce da un luogo a un altro, e neppure una ricerca di benessere. È la possibilità di essere consapevoli di essere vivi e di come lo siamo. La possibilità di sentirsi espressione di una realtà indivisa. La pratica di Yoga si fonda sull’Osservazione e sul Cambiamento.