Ci sono eventi che nascono quasi per caso, con leggerezza e impegno discreto, non urlato, e che si rivelano dei momenti preziosi per chi conduce le pratiche e per chi le riceve. È andata proprio così ad Assisi, il 13 luglio scorso. Pochi mesi fa ricevetti la telefonata di Gloria Campaner, una delle pianiste italiane più famose al mondo, che ha diradato i suoi concerti per dare spazio a eventi con il marito Alessandro Baricco e per creare momenti di formazione a tutto tondo. «Verresti a condurre una pratica ad Assisi?», la sua voce dall’altra parte del telefono. Ovvio che sì. Il parterre del resto era “de roi”: Daniel Lumera, una rockstar della spiritualità, la compagna Felicia Cigorescu, intelligenza pura al servizio dell’arte e della creatività, Thea Crudi, la più famosa interprete di kirtan in Italia, Jayadev Jaerschky, direttore dell’Accademia di Ananda Yoga, uno degli stili più amati e diffusi d’Italia.
Quando partecipi a questi eventi, «sai da che cosa fuggi ma non sai che cosa cerchi», per citare (scherzosamente) Lello Arena in «Ricomincio da tre»… Nel senso che anche se il mondo della ricerca si sta liberando da orpelli new age e dalla ginnastica yoga, nessuno sa davvero che clima si può creare in eventi simili. Invece, l’occasione gestita e organizzata da Umbria Green Festival ha superato le aspettative. Novecento iscritti, tantissimi sotto la pioggia battente, solo io 100 iscritti alla meditazione del mattino tra gli ulivi del Terzo Paradiso sopra la chiesetta di Santa Chiara. Ho provato grande stupore nel vedere tanta gente che si muove da diverse regioni per essere la mattina presto nel cuore dell’Umbria e dedicarsi alla ricerca meditativa con me, prima, allo Yoga con Jayadev (con posizioni tenute svariati minuti, oh yes!), alle riflessioni profonde di Felicia.
E poi nel pomeriggio tutti stipati dentro Santa Chiara e nelle sale debitamente amplificate, per farsi condurre da Lumera che è inarrivabile nella sua capacità di comunicare la sua passione. Per finire con una scoperta straordinaria: Thea Crudi. Se ve la ricordate dedita ai mantra “Hare Krishna” e a uno stile un po’ semplice, vi stupirete anche voi. Crudi è cambiata, è maturata, la sua musica ha preso sostanza, il suo messaggio si è fatto più profondo e più frutto di una libera ricerca all’interno della Tradizione Yoga. Ne sono rimasto affascinato e colpito. Mi ha trascinato nel canto come le centinaia di persone che l’hanno aspettata e seguita. Grande merito va al suo produttore e arrangiatore, Cristian Bonato, uno che sta nell’ombra ma è colui che ha dato nuova linfa all’arte di Thea. Ecco, siamo – tutti – usciti da questa domenica non solo con il rincrescimento che fosse finita, ma soprattutto con un bagaglio di gratitudine enorme e con qualcosa che dentro è scattato ed è cambiato. Lo Yoga è relazione ed è relazioni, è un’occasione per crescere insieme e scendere ogni giorno di più nel profondo alla ricerca del Sé. Lo sgambettamento lasciamolo ad altri.

Il cambio di prospettiva è il primo dono della ricerca: noi tutti, voi, me, non pratichiamo per aggiungere.
Pratichiamo per togliere. Per fare spazio.
Come si può unire l’anima, il cuore, la mente e il corpo se anima, cuore, mente e corpo sono appesantiti da una coltre di negatività, di rancore, di pensieri e di tossine?
• Pratichiamo per togliere il dolore dalle nostre vite, quel poco o tanto che ci impedisce di alzarci la mattina e di sorridere con il cuore pieno di gioia.
• Pratichiamo per togliere dalla mente i pensieri ossessivi che non ci abbandonano.
• Pratichiamo per togliere il rancore, la rabbia, la maldicenza dal nostro cuore.
• Pratichiamo per togliere l’illusione che tutto questo possa avvenire con un colpo di bacchetta magica o recitando qualche mantra.
• Pratichiamo per togliere l’illusione che tutto questo possa accadere oggi o domani.
• Pratichiamo per togliere l’illusione che domani ci ricorderemo tutto quello che facciamo oggi e che sarà acquisito per sempre
• Pratichiamo per togliere l’illusione che tutto questo si possa realizzare senza un lavoro costante e quotidiano che in sanscrito si chiama abhyasa e che significa pratica continua.
Pratichiamo per togliere lo spavento che abhyasa ci fa, perché pensiamo sia troppo complicato prendersi 3 minuti almeno la mattina per sedersi a respirare, ad ascoltare un mantra prima di gettarci nella giornata…
Come cominciare?
Cominciamo con il togliere l’affanno che abbiamo sul cuore, a smuovere l’energia.
Cominciamo portando la consapevolezza sul dono più importante che ci ha dato Madre natura: il respiro.
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