«Mario, hai letto il libro sulla biografia di Vimala?». La domanda di Peggy Eskenazi mi prende di sorpresa: Vimala è una delle luci della mia ricerca spirituale, una delle figure di riferimento del mio maestro Antonio Nuzzo che l’ha incontrata e seguita personalmente. La lettura del suo libro su Yogasutra è tra le principali della mia vita, ma no, quel libro non lo conoscevo. «Lo puoi scaricare gratuitamente…». Da non credere, ma è proprio così, i libri di Vimala si possono scaricare gratuitamente. Purtroppo sono tutti in inglese perché come ha scritto giustamente Amalia Cornale nel suo ultimo articolo, i libri sullo Yoga pubblicati in Italia sono per la maggior parte inutili e quelli di Vimala in italiano sono pochi, anche se preziosi. Oggi ci sono molte possibilità di leggere in inglese grazie ai traduttori e per invogliarne la lettura abbiamo tradotto la prefazione dell’autrice di Vadhoot of Arbudachal, la biografia di questa immensa donna. Torneremo presto a parlare di lei, certi che la conoscenza del suo pensiero porterà luce nella vita di molti.
Mario Raffaele Conti


di Kaiser Irani
In India, e forse anche nei paesi occidentali, il segno distintivo di una persona illuminata è la sua vita. In India, le due cose non sono considerate separate: la vita e gli insegnamenti vanno di pari passo. Gli insegnamenti devono essere autenticati dalla vita. E normalmente la vita è un libro aperto, visibile a tutti, senza nulla nascosto. La raffinata mentalità indiana non tollera, non condona e non accetta gli insegnamenti di una persona in cui esiste una dicotomia tra i due. Fin dai tempi più remoti, infatti, è stato insegnato e si è letto come l’illuminazione si esprima nelle azioni.
Dalla storia del Signore Rama alla risposta data dal Signore Krishna alla domanda di Arjuna su quali siano i segni distintivi di un essere illuminato, come cammina, come parla. L’illuminazione è considerata una dimensione della coscienza, dove non ci sono incoerenze nel comportamento. Quando studiamo filosofia e metafisica, spesso è difficile stabilire cosa venga prima: gli insegnamenti e poi la vita in armonia con essi, oppure la vita e il vivere da cui scaturiscono gli insegnamenti.
Osservando attentamente la vita di Vimalaji, scopriamo che è proprio la vita e il vivere che vengono prima. Gli insegnamenti di Vimalaji sono una conferma della vita vissuta, ed è il vivere concreto, realizzato individualmente, nel crogiolo dell’esperienza, che è stato presentato. Nulla viene detto che non sia effettivamente vissuto, persino le descrizioni delle massime espressioni spirituali del Samadhi derivano dall’esperienza reale. Inoltre, vedremo che la maggior parte della vita di Vimalaji è stata dedicata al servizio. Fin dall’infanzia, Vimalaji aveva la propensione a condividere la sua conoscenza. All’età di 12 anni, Vimalaji fondò il Vivekananda Study Center per condividere con i suoi amici del quartiere gli insegnamenti di Swami Vivekananda. Dopo il college, si unì al Movimento Bhoodan e lavorò per 10 anni nel Movimento per la Donazione di Terre. In seguito, iniziò a viaggiare in India e all’estero tenendo conferenze e organizzando campi sulla mutazione della mente e la trasformazione della coscienza, e successivamente campi per assistenti sociali e giovani.
Tutta la vita di Vimalaji è stata un contributo all’innalzamento del livello di coscienza dell’umanità. I suoi contributi si sono estesi a diversi ambiti della vita; in effetti, hanno toccato tutte le sfaccettature dell’esistenza e hanno toccato i cuori e le vite delle persone nella maggior parte dei paesi del mondo. La vita e gli insegnamenti di Vimalaji hanno aiutato coloro che erano alla ricerca spirituale e hanno contribuito alla chiarezza della comprensione nel campo della spiritualità, hanno aiutato le donne e dato loro il coraggio di vivere in modo indipendente e con rispetto di sé, hanno beneficiato tutti i poveri e gli oppressi abitanti dei villaggi dell’India per i quali Vimalaji ha lavorato, contribuendo a migliorare la loro condizione attraverso tutte le azioni sociali intraprese e poi più tardi nella vita, attraverso la guida data ad altri attivisti sociali, che venivano a partecipare ai campi o a incontrarla individualmente.
Man mano che la vita di Vimalaji si dipana, vedremo il lavoro che Vimalaji ha svolto per elevare il livello di coscienza dell’umanità, in primo luogo attraverso le sue esperienze di vita e il suo modo di vivere, e poi:
Attraverso il suo lavoro con coloro che erano alla ricerca spirituale, le donne, e gli attivisti sociali in tutto il mondo.
Attraverso il suo modo rivoluzionario di lavorare e interagire con gli altri, mostrando una nuova dinamica delle relazioni umane.
Attraverso i suoi articoli, i suoi discorsi e i suoi viaggi in India, che hanno fornito una visione unica dell’Asia e dell’India in particolare.
Attraverso i suoi discorsi sulle Upanishad, sul Raja Yoga di Patanjali, sul Buddhismo, sul Giainismo, sugli insegnamenti della Bhagavad Gita e sui commentari alla Gita di Sant Gyaneshwar, questi discorsi hanno offerto un approccio moderno agli antichi insegnamenti, mantenendo viva la fiamma dell’antica cultura indiana.
Vimalaji parla raramente della sua vita, tuttavia, solo una volta, a seguito dell’affettuosa insistenza dei suoi colleghi e collaboratori dei tempi del Bhoodan, Vimalaji ha accettato la loro richiesta di parlare della sua vita e ha risposto a tutte le domande che le sono state poste. Da questo, abbiamo avuto un breve scorcio della vita di Vimalaji attraverso le sue stesse parole e lo abbiamo condiviso, ove possibile, con i lettori.
Un ringraziamento speciale alla Dott.ssa Barbara Pennington, che ci ha aiutato in ogni modo. Con umiltà, cerchiamo quindi di mostrare le diverse note che hanno risuonato nella vita di Vimalaji, le vette raggiunte, gli accordi toccati e come, insieme, abbiano formato una splendida e armoniosa sinfonia, portando l’evoluzione un passo avanti, vibrando in armonia con la Sinfonia Cosmica.
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C’è una vera e propria letteratura del “FalsoVero Yoga”. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti
Viviamo immersi nel rumore e questa condizione non fa che alimentare le nostre turbolenze mentali. Ma i testi di yoga fondanti per la nostra pratica parlano del silenzio indicandolo con il termine «Mauna», il silenzio consapevole. E per sperimentare lo non è necessario isolarsi in un eremo, possiamo inserire brevi spazi di silenzio intenzionale nella routine quotidiana. Momenti di presenza a noi stessi. Il prezzo da pagare? Viaggiare controcorrente...
Tra le montagne dell’Himalaya, sei sillabe accompagnano da secoli la vita spirituale di milioni di buddhisti: «Om Mani Padme Hum» è il mantra della compassione, legato ad Avalokiteshvara, il bodhisattva che ha fatto voto di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Ma qual è il suo autentico significato? Attraverso gli insegnamenti del Dalai Lama, le fonti antiche e le interpretazioni della tradizione tibetana, scopriamo come queste sei sillabe racchiudano un percorso di trasformazione della mente, nel quale compassione e saggezza diventano inseparabili
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Oggi siamo schiavi dell'attrazione per il cellulare. Eppure sappiamo che quando la mente vaga, entrano in gioco processi che coinvolgono il recupero dei ricordi, l’esperienza autobiografica, l’immaginazione di scenari futuri e la costruzione di associazioni tra informazioni anche lontane. Tutto questo può creare un terreno favorevole alla comparsa di intuizioni e soluzioni inattese. Il consiglio, allora, è semplice: concedetevi il lusso, ogni tanto, di vincere contro il fascino per il telefonino e introducete un confine tra lui e voi. È una pratica “salva-neuroni” che genera un effetto sorprendentemente...



