Siamo sempre di corsa, anche quando ci sentiamo lenti, con un ritmo che ricorda le immagini di un cartone degli Anni 80.
Siamo arrivati a una tale velocità che trasciniamo le dita su una tastiera piatta per aumentarla ancora di più.
Le nostre dita sono impegnate ogni giorno a scrivere, scorrere, digitare, e ci siamo quasi dimenticati di usarle per il contatto umano, i polpastrelli sembrano aver perso le loro impronte, non solo il loro tatto.
Se penso al mio ultimo “tocco”, è sempre quello sulla tastiera di un dannato e benedetto cellulare.
Siamo arrivati a trovare più affetto in uno schermo, perché ci invia continuamente foto, reels divertenti, fino a quelli ridicoli, eccessivi, assurdi, che forse non meriterebbero una diffusione così ampia.
Questa è la velocità! Una corsa che sembra mancare di sinapsi, di cuore, e che spesso appare disumanizzata.
E allora oggi penso a un regalo speciale che possiamo fare ai nostri figli e a noi stessi.
Non è gratis, non è scontato, non è facile da raggiungere, perché ci costerà moltissimo in forza di volontà, determinazione e disciplina.
È il gesto semplice ma difficilissimo di lasciare il cellulare in un cassetto, per il tempo necessario a ritrovare una lentezza amorevole nelle cose semplici della vita.
In quel tempo ritrovato, forse torneremo a osservare i volti, a cogliere le sfumature di un sorriso, a dare valore persino ai momenti di noia, a guardare il soffitto e ad ascoltare la goccia d’acqua che cade nel lavandino.
Forse ci accorgeremo che i nostri figli non chiedono schermi luminosi, ma occhi che li guardino davvero, mani che si intreccino alle loro, parole che non abbiano bisogno di essere digitate.
E allora scopriremo nuovamente il dono della lentezza.

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