Per vivere l’India devi esserci nata…
e se non in questa vita,
in una vita passata..È così che ho compreso la differenza
di chi teme,
di chi disprezza,
o di chi inorridisce
davanti alla povertà.La poca pulizia e il modo di guidare in mezzo al traffico
non infastidiscono certo
coloro che sono seme, fiore, frutto
ed essenza in questa terra.Qui hanno trovato casa,
perché qui vive ancora la loro anima!
Si riconosce la leggerezza, la bontà, l’amore
e il loro fluttuare con maestria.Passano da un tempio a un bagno
sulle sponde di un fiume,
da un giro in mezzo al traffico caotico e pazzo
a un sorriso sincero
per ricordarci la cosa più sacra….
il divino che è in noi.Lokah samastah sukhino bhavantu
«Possano tutti gli esseri dell’universo essere felici»

Ti sei mai sentito o sentita a pezzi? Se non ti è mai accaduto, è come per chi non ha mai la febbre, non è detto che faccia bene. Sai quando affiora quella sensazione di sgretolamento, di terremoto dentro e fuori di te? A me è successo e vi racconto le difficoltà e i doni di questa esperienza
Quante parole sprechiamo. Quanti giudizi gratuiti diamo. Un tempo erano solo chiacchiere da bar, ora con i social stiamo inquinando il mondo. Eppure se prima di parlare, provassimo a fermarci e a immedesimarci almeno un po’ in ciò di cui stiamo per dire qualcosa cambierebbe. E sono certa che nella maggior parte dei casi capiremmo che la scelta migliore è tacere
Swami Anandananda e Swami Shaktidhara terranno un workshop a fine marzo nel capoluogo lombardo. Un'occasione per tutti per capire che yoga stiamo praticando e che yoga è necessario per l'uomo del nuovo Millennio. Perché se lo yoga fisico sta facendo il suo tempo, è più che mai necessario recuperare il valore autentico di questa disciplina spirituale che è “integrale” e riguarda tutti gli aspetti della vita dell'uomo
È la più poetica marcia per la pace di questo secolo. Ha preso il via il 26 ottobre 2025, da Fort Worth, in Texas, e la meta è Washington D.C., lontana più di cento giorni di cammino e dieci Stati. I protagonisti sono 19 monaci di tradizione buddhista vietnamita, tutti legati al Tempio Huong Dao di Fort Worth. «Questo è il nostro contributo, non imporre la pace al mondo, ma aiutarla a germogliare, un cuore risvegliato alla volta», dicono
Certo, 2.000 guru sarebbero decisamente troppi, ma il problema è che non ce ne sono (quasi) più. Tutto è nelle mani di singole monadi, spesso egoriferite. Dove sono i confronti? I dibattiti? Le scuole? Le pubblicazioni dei congressi? Esistono solo quelle degli accademici. E questo per lo hatha-yoga è un male. Mi ritrovo spesso a pensare al futuro dello hatha-yoga (che è quello che pratico e insegno), quello che usa il corpo come strumento di indagine, è quello che ha subito maggiormente i contraccolpi della società dei consumi e del capitalismo...



