La storia non insegna.
Le generazioni che non hanno vissuto la guerra, in questa parte del mondo,
hanno studiato nei libri,
hanno visitato i campi di concentramento,
hanno pianto e pregato nel Giorno della Memoria.
La storia non insegna!!
Generazioni che si sono sentite emotivamente coinvolte guardando film, immagini,
testimonianze che ricordano l’orrore dello sterminio durante la guerra mondiale.
La storia non insegna!!!
Hanno pensato, come è stato possibile che la follia di pochi abbia dettato legge,
scatenando genocidi e massacri in nome della patria, della religione, del potere?
La storia non insegna!!!
Questa assurdità è ancora più orribile oggi, perché continua a ripetersi.
E chi, come me, non sa come fermare tutto questo obbrobrio umano, resta senza fiato.
Il male, le vendette che si tramandano di sangue in sangue, inorridiscono chi vorrebbe agire, ma ha le mani legate.
Anche quando si pensa di poter portare aiuto umanitario, cibo, acqua, medicinali si sa, nel profondo del cuore,
che non è abbastanza, che non è ancora la strada giusta.
La storia non insegna!!!
Le teste calde, i cuori di pietra, gli arsenali colmi, le follie che contagiano le masse
sembrano così potenti da soffocare ogni spazio, ogni respiro, ogni speranza di futuro.
Eppure, una domanda resta sospesa: ci sarà mai un tempo in cui tutto questo sarà distrutto, trasformato, e al suo posto sorgerà solo amore?
Forse sì.
Forse il compito di ciascuno è custodire questa speranza, coltivarla, tramandarla, perché un giorno diventi realtà.
E intanto, i nostri occhi e le nostre notti insonni sono contaminati da questa realtà che ci circonda,
dai vicini che sembrano così lontani ma che, con ogni urlo, entrano nei nostri corpi e scorrono come un fiume di dolore che chiede salvezza, giustizia, PACE!
E oggi, mentre scrollo sui social,
incontro una bambina di nove anni appena,
stringe la sorellina tra le braccia,
forse non più in vita.
Grida a noi, da questa parte del mondo,
implora aiuto per un popolo affamato.
E una madre urla un posto sicuro per i suoi tre figli.
Non chiede giochi, non chiede sogni,
solo sicurezza.
Mentre qui torniamo a scuola,
sbattiamo i tappeti per togliere la polvere,
lì le macerie nascondono corpi.
Lì, la polvere è dolore.

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