Da «Yoga per tutta la vita» di Paola Campanini (Edizioni Selides di Massimo Soncini), con l’autorizzazione dell’autore e dell’editore, quest’estate pubblichiamo alcune pagine per i lettori di «Rispirazioni».
Ahimsa, la non violenza. È nell’adolescenza che si pongono le basi del rispetto degli altri e di sé.
Chi di noi non ha provato durante l’adolescenza il tumulto, le incertezze la competitività, lo stupore del corpo che cambia, le inspiegabili alternanze umorali, la percezione di essere straordinari e poco dopo sentirsi una nullità ? Adorare un’amica e poco dopo odiarla. Passare dalla felicità all’angoscia, dal riso al pianto.
Come si concilia la disciplina dello yoga con questo burrascoso periodo della vita? Anche in questo caso stupisce la possibilità di adattamento dello yoga, vediamo come. Nella adolescenza c’è bisogno di sentire la fisicità del corpo e ci sono già le capacità per poter apprendere alcune tecniche corrette. Sono due buoni punti di partenza.
Ci sono poi altri aspetti particolarmente importanti per i ragazzi. Nella loro esperienza, in particolare scolastica, tutto viene frammentato, diviso per materie, gli stessi adolescenti si vivono come esseri dissociati e scomposti grazie alla loro alternanza umorale, di comportamento e di percezione di sé.
Al contrario lo yoga ricompone mente, corpo e percezione di sé e lo fa a diversi livelli. Con gli asana è possibile percepire l’azione del corpo nei diversi piani: orizzontale, verticale; in allungamenti, flessioni, estensioni, torsioni, capovolgimenti. Un viaggio che evoca non solo i diversi momenti della crescita, ma anche il rapporto con lo spazio, con gli elementi della natura, dal radicamento alla terra alla possibilità del volo. La pratica dello yoga è per i ragazzi una metafora di vita che consente loro di far emergere, poi governare, inquietudini e turbamenti che troveranno una temporanea quiete con le posizioni di equilibrio. Muovendo il corpo si scoprono e si sviluppano capacità naturali: si rinforza il corpo, si correggono atteggiamenti posturali errati, si acquisisce elasticità, scioltezza, concentrazione, auto-conoscenza.
La pratica yoga avvia al riconoscimento dei propri valori personali, alla capacità di autoriflessione, all’accettazione della personale unicità e diversità e al riconoscimento di cosa è nutriente e arricchente e cosa invece autolimitante e svilente. Inoltre, il clima di fiducia e di libertà delle lezioni di yoga, in assenza di giudizio o prestazioni competitive, favorisce il risveglio rispettoso della personalità e questo percorso educativo valorizza l’interiorità e la presa di coscienza di sé: progressivamente ciascuno è portato a spostare con naturalezza l’attenzione da fuori a dentro
L’ascolto di sé diventa così un modo per riconoscere e affrontare al meglio emozioni e stress.
La pratica yoga è un valido strumento d’aiuto per i ragazzi/e, per riconoscere e accettare le forze che si muovono dentro di essi senza entrarci in contrasto.
Infine, la lezione di yoga per gli adolescenti è un momento completamente diverso da tutti gli altri contesti di vita, è un ambito in cui non ci sono aspettative, voti da riparare, richieste di performance, non c’è competitività né primati da conquistare. Dal punto di vista della pratica sono utili per gli adolescenti tutti gli asana dello yoga classico, dal Saluto al Sole a tutte le altre posizioni avendo solo la attenzione all’equilibrio delle polarità, in particolare del maschile e del femminile, e alla corretta alternanza di pratiche intense e dinamiche con momenti di rilassamento e di ascolto in modo da favorire la gestione equilibrata delle energie.
La sequenza classica , il passare da una all’altra forma, è in sintonia con le loro alternanze umorali, che trovano la completa integrazione con il rilassamento.
Con le posizioni dello yoga Ratna i giovani possono cimentarsi con le affascinanti forme delle diverse divinità che rappresentano tutte le passioni e i sentimenti che anche loro vivono in modo irruento e che consentono di immedesimarsi nelle loro storie.
Con lo yoga a coppie possono i ragazzi possono confrontarsi fisicamente e, partendo dalla fisicità e dalle differenti conformazioni dei corpi, costruire una armonia di forme che è resa possibile dalle differenze. In questo tipo di yoga c’è una componente ludica e di divertimento, ma si richiede la capacità di misurare le proprie forze attraverso il contatto fisico con l’altro, sperimentando il ruolo di chi sorregge e di chi si lascia portare, come conquistare l’equilibrio in due. Nella costruzione di forme con il corpo, gioco e introspezione che si alternano, e le figure si compongono nel rispetto dei limiti e delle caratteristiche fisiche di ciascuno.
Con gli adolescenti va posta molta attenzione al respiro, in particolare alla consapevolezza delle tre fasi respiratorie e all’apprendimento di poche respirazioni di grande utilità come, ad esempio, il respiro a narici alternate, surya chandra pranayama o anuloma viloma, valido aiuto per poter ritrovare la concentrazione nello studio.
In particolare, per le giovani donne occorre fare un lavoro fisico completo: sostenere l’energia dei reni-surreni attraverso le posizioni capovolte e le arcuazioni, con i piegamenti in avanti che lavorano sugli organi pelvici e l’apparato genito- urinario, con le posizioni in piedi che contribuiscono ad un buon sviluppo del sistema osseo e dell’arcata plantare. È possibile raccontare i miti e le storie degli dèi e, se l’insegnante ha le competenze , evidenziare le similitudini con miti e divinità del mondo greco e romano.

C’è una vera e propria letteratura del “FalsoVero Yoga”. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti
Viviamo immersi nel rumore e questa condizione non fa che alimentare le nostre turbolenze mentali. Ma i testi di yoga fondanti per la nostra pratica parlano del silenzio indicandolo con il termine «Mauna», il silenzio consapevole. E per sperimentare lo non è necessario isolarsi in un eremo, possiamo inserire brevi spazi di silenzio intenzionale nella routine quotidiana. Momenti di presenza a noi stessi. Il prezzo da pagare? Viaggiare controcorrente...
Tra le montagne dell’Himalaya, sei sillabe accompagnano da secoli la vita spirituale di milioni di buddhisti: «Om Mani Padme Hum» è il mantra della compassione, legato ad Avalokiteshvara, il bodhisattva che ha fatto voto di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Ma qual è il suo autentico significato? Attraverso gli insegnamenti del Dalai Lama, le fonti antiche e le interpretazioni della tradizione tibetana, scopriamo come queste sei sillabe racchiudano un percorso di trasformazione della mente, nel quale compassione e saggezza diventano inseparabili
Appena fuori Varanasi, luogo d'eccellenza dell'induismo, sorgono i resti del luogo in cui il Buddha insegnò le Quattro Nobili Verità ai suoi primi discepoli. È il sito di Sarnath, oggi elevato dall'Unesco a Patrimonio mondiale. Ecco la sua storia e perché deve tutto il suo fascino a un grande imperatore, Ashoka
Oggi siamo schiavi dell'attrazione per il cellulare. Eppure sappiamo che quando la mente vaga, entrano in gioco processi che coinvolgono il recupero dei ricordi, l’esperienza autobiografica, l’immaginazione di scenari futuri e la costruzione di associazioni tra informazioni anche lontane. Tutto questo può creare un terreno favorevole alla comparsa di intuizioni e soluzioni inattese. Il consiglio, allora, è semplice: concedetevi il lusso, ogni tanto, di vincere contro il fascino per il telefonino e introducete un confine tra lui e voi. È una pratica “salva-neuroni” che genera un effetto sorprendentemente...



