Con il giro di boa di Ferragosto, si comincia a pensare all’anno (l’1 settembre è il vero capodanno…) che verrà. Diversi “rispiratori“ stanno organizzando i seminari che terranno da settembre in avanti. Qui ve ne diamo conto.
Con la Sardegna nel cuore
«Un ritiro residenziale permette un maggiore contatto con il proprio mondo interiore anche attraverso il distacco temporaneo dalle proprie abitudini. Ciò può essere di grande aiuto per un approfondimento della pratica yogica che spesso nella quotidianità non è possibile. È un’esperienza ricca, sia per chi si è avvicinato da poco allo yoga, sia per chi pratica da più tempo». Così Francesca Magnone presenta il secondo workshop estivo in Sardegna, sua regione di elezione, a Bari Sardo (Ogliastra). «Sarà dedicato alla relazione tra corpo e mente, un tema che attraversa tutta la pratica dello yoga ma che raramente abbiamo il tempo di osservare con calma».
Asana (posture del corpo), respiro, l’esplorazione di piccole variazioni e cambiamenti di attenzione, 1per vedere in modo diretto come il corpo influenzi lo stato mentale e come, allo stesso tempo, l’attitudine mentale modifichi il corpo. Non si tratta di “fare di più”, ma di rallentare e osservare con più chiarezza ciò che accade nella pratica».
Le giornate avranno un ritmo semplice: «Pratica al mattino, momenti di esplorazione e meditazione, e pratica nel tardo pomeriggio. Il resto del tempo sarà libero, con la possibilità di stare al mare o semplicemente riposare».
Dal 31 agosto al 7 settembre.
Per informazioni: magnonef@gmail.com
tel. 3925107611


Il dono della Shakti in Liguria
Tutti noi che seguiamo qualche forma di pratica abbiamo sentito parlare della Shakti. Per il Tantra è quell’energia che prende vita quando si incontra con la Coscienza, il Puruśa dello Yoga. Śiva del mito antropologico. Più facilmente si leggono cose sull’energia femminile e, certo, è il polo femminile della “pila” energetica del nostro essere, ma altrettanto certamente non è un’energia di appannaggio delle donne. E qui sta la cosa più interessante che sarà affrontata nel seminario «Il dono della Shakti – L’energia che risveglia la coscienza» che Mario Raffaele Conti tiene a Piana Crixia (Sv) in un angolo di paradiso a cavallo tra la Liguria e le Langhe, «La terra di Ulli».
«L’idea di questo seminario mi è nata in India, quando a Rikhiapeet, l’ashram di Swami Satyananda, ho incontrato il divino nella forma di Maha Devi», spiega, «e mi sono commosso nel riconoscere qualcosa che mi risuonava ed era vero per me. Satyananda ha spalancato portoni e cancelli nell’inconscio e nella mente e gli sono grato ogni giorno».
In questo seminario residenziale il 12 e 13 settembre sarà possibile alloggiare nella yurta della «Terra di Ulli» di Henri Bilotta e sono previste pratiche di purificiazione Yoga, mantra, respirazione e pranayama, recita di kirtan attorno al fuoco, meditazioni in mezzo alla natura.
Per info: marioraffaele.conti@gmail.com

La «Terra di Ulli» con la sua yurta. È nel territorio di Piana Crixia (Savona) sull'appennino ligure al confine con le Langhe.

La «Terra di Ulli» con la sua yurta. È nel territorio di Piana Crixia (Savona) sull'appennino ligure al confine con le Langhe.
Il Pranayama nel cuore della Toscana
«Pranayama è tornare a quell’istante in cui il principio di tutto, l’essenza dell’esistenza, Dio, respirò sé stessa, in ciò che iniziò ad Essere. Da lì la Vita
L’intero Universo, in quell’atto, ancora inspira ed espira in noi e noi in lui. Il respiro allora diviene veicolo di identità spirituale, energetica. Quasi ci concede di affermare IO SONO RESPIRO». È il tema del workshop di Riccardo Serventi Longhi «Pranayama – Dal respiro al silenzio. Dal silenzio alla Vita» che si svolge dal 2 al 4 ottobre al Podere Perucci di Sopra Scansano (Grosseto).
Dice Serventi Longhi: «Siamo sostenuti dalla stessa forza che nutre le stelle, il cielo, ed ogni presenza visibile o ipotizzabile. Noi “siamo” grazie a questo soffio. Eppure passiamo la vita distratti dal fare, dimenticando di Essere. Il Pranayama, lontano dall’indicare solo una serie di tecniche di respirazione, ci accompagna, affinando la pratica, al riequilibrio della forza vitale, delle energie sottili, dei nostri stati interiori. Diventa così il cammino,forse, più profondo sperimentabile nello yoga, per ritrovare il senso dell’ascolto di ciò che E’».
«Per riprendere il filo del nostro racconto, per ricontattare le briglie dei sensi abitudinari, degli automatismi, per smettere di lasciarci trascinare da un esterno mozzafiato, che toglie il respiro. Per tornare ad una vita interiore unica, preziosa per ognuno, che da sempre vuole germogliare, per lasciare che disegni da sé il progetto che siamo venuti a compiere. Quindi, benvenuti nel viaggio straordinario in questo dono che abbiamo ricevuto alla nascita e che lasceremo in eredità alla Vita quando a noi non sarà più necessario, il respiro».
«Il Pranayama è uno stato di coscienza, di esperienza», prosegue. «Significa “Capacità di gestire/osservare la forza vitale in noi. Impararne il senso e viverlo, nel tempo conduce all’arte di Vedere. Ovvero di comprendere esperienzialmente e non cognitivamente (non siamo l’idea che abbiamo di noi o ciò che ci spiegano), come l’esistenza cambia quando interrompiamo la costante invasione che l’esterno produce nella nostra interiorità».
«Millenni fa, I grandi Yogi del passato ci hanno lasciato una preziosa eredità», conclude. «Un’eredità non teorica, un’eredità sperimentabile, per smettere di girare intorno alle nostre apparenze e riconoscere ciò che siamo. Quando il respiro si trasforma in direzione, in osservazione, in obiettivo amato, spontaneo, vivente (non è un errore) ossia non automatico anche se spontaneo, allora il “velo dell’ignoranza” (Come chiama lo yoga l’inconsapevolezza della nostra realtà più profonda), cade. E diveniamo ciò che….siamo! Paramhansa Yogananda definiva il respiro “Il ponte fra il corpo e l’anima. Quando il respito si calma, la mente si quieta; quando la mente si quieta, il cuore ricorda la sua vera Natura”Insomma un viaggio che vale la pena intraprendere, e lo faremo insieme!».
Info: isyyoga@gmail.com
Tel: 3476205741

C’è una vera e propria letteratura del “FalsoVero Yoga”. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti
Viviamo immersi nel rumore e questa condizione non fa che alimentare le nostre turbolenze mentali. Ma i testi di yoga fondanti per la nostra pratica parlano del silenzio indicandolo con il termine «Mauna», il silenzio consapevole. E per sperimentare lo non è necessario isolarsi in un eremo, possiamo inserire brevi spazi di silenzio intenzionale nella routine quotidiana. Momenti di presenza a noi stessi. Il prezzo da pagare? Viaggiare controcorrente...
Tra le montagne dell’Himalaya, sei sillabe accompagnano da secoli la vita spirituale di milioni di buddhisti: «Om Mani Padme Hum» è il mantra della compassione, legato ad Avalokiteshvara, il bodhisattva che ha fatto voto di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Ma qual è il suo autentico significato? Attraverso gli insegnamenti del Dalai Lama, le fonti antiche e le interpretazioni della tradizione tibetana, scopriamo come queste sei sillabe racchiudano un percorso di trasformazione della mente, nel quale compassione e saggezza diventano inseparabili
Appena fuori Varanasi, luogo d'eccellenza dell'induismo, sorgono i resti del luogo in cui il Buddha insegnò le Quattro Nobili Verità ai suoi primi discepoli. È il sito di Sarnath, oggi elevato dall'Unesco a Patrimonio mondiale. Ecco la sua storia e perché deve tutto il suo fascino a un grande imperatore, Ashoka
Oggi siamo schiavi dell'attrazione per il cellulare. Eppure sappiamo che quando la mente vaga, entrano in gioco processi che coinvolgono il recupero dei ricordi, l’esperienza autobiografica, l’immaginazione di scenari futuri e la costruzione di associazioni tra informazioni anche lontane. Tutto questo può creare un terreno favorevole alla comparsa di intuizioni e soluzioni inattese. Il consiglio, allora, è semplice: concedetevi il lusso, ogni tanto, di vincere contro il fascino per il telefonino e introducete un confine tra lui e voi. È una pratica “salva-neuroni” che genera un effetto sorprendentemente...



