Mi sono sempre immaginata in viaggio, con uno zaino leggero o una valigia essenziale, pronta a incontrare luoghi e persone, a nutrirmi della bellezza sparsa nel mondo. E così ho sempre fatto fino a quando sono arrivati i figli, la famiglia, e il viaggio ha cambiato forma. Si è fatto più lento, più condiviso, più adatto ai loro passi. Abbiamo vissuto vacanze belle, piene, e per molto tempo non ho sentito il bisogno di partire a modo mio. In quel tempo andava bene così.
Ora… ora si ricomincia.
Nonostante le responsabilità, le differenze, i nuovi interessi. Torno a volermi bene, a riconoscermi. Non è egoismo è rispetto per ciò che sono. È crescere dentro, lentamente, e lasciare che questo diventi esempio per i miei figli, per chi mi è vicino, per chi mi guarda.
Ritornare a viaggiare da sola è stata una sfida. Ritrovare sicurezza nel muovermi, nel scegliere, nell’aprire dialoghi e accogliere incontri nuovi senza timore. Ha voluto dire riappropriarmi della mia forza interiore, sapere di potercela cavare in ogni circostanza, e anche di saper chiedere, al momento giusto, alle persone giuste. Un fare bello, impegnativo e insieme leggero, capace di cancellare gli anni che sono passati. Un fare che mi riporta a quel filo che mi univa a me stessa… senza nodi, liscio, integro, pulito. Il mio filo d’oro. La mia vita preziosa.
Ho capito che l’invidia non insegna a sognare.
Nasce spesso da chi, prima ancora di provarci, si è già convinto di non potercela fare. È una forma di protezione silenziosa e per alcune persone meglio svalutare ciò che l’altro riesce a fare, che ascoltare il proprio desiderio e il dolore di non avergli dato spazio.
Un desiderio senza direzione resta fermo.
Io, invece, scelgo di avvicinarmi a ciò che voglio davvero. Dare forma ai desideri è l’unico modo per non perderli.
Ogni volta che viaggio mi ricordo perché Anaïs Nin scriveva: “senza nuovi orizzonti l’anima appassisce” non è fuga, è nutrimento.

C’è una vera e propria letteratura del “FalsoVero Yoga”. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti
Viviamo immersi nel rumore e questa condizione non fa che alimentare le nostre turbolenze mentali. Ma i testi di yoga fondanti per la nostra pratica parlano del silenzio indicandolo con il termine «Mauna», il silenzio consapevole. E per sperimentare lo non è necessario isolarsi in un eremo, possiamo inserire brevi spazi di silenzio intenzionale nella routine quotidiana. Momenti di presenza a noi stessi. Il prezzo da pagare? Viaggiare controcorrente...
Tra le montagne dell’Himalaya, sei sillabe accompagnano da secoli la vita spirituale di milioni di buddhisti: «Om Mani Padme Hum» è il mantra della compassione, legato ad Avalokiteshvara, il bodhisattva che ha fatto voto di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Ma qual è il suo autentico significato? Attraverso gli insegnamenti del Dalai Lama, le fonti antiche e le interpretazioni della tradizione tibetana, scopriamo come queste sei sillabe racchiudano un percorso di trasformazione della mente, nel quale compassione e saggezza diventano inseparabili
Appena fuori Varanasi, luogo d'eccellenza dell'induismo, sorgono i resti del luogo in cui il Buddha insegnò le Quattro Nobili Verità ai suoi primi discepoli. È il sito di Sarnath, oggi elevato dall'Unesco a Patrimonio mondiale. Ecco la sua storia e perché deve tutto il suo fascino a un grande imperatore, Ashoka
Oggi siamo schiavi dell'attrazione per il cellulare. Eppure sappiamo che quando la mente vaga, entrano in gioco processi che coinvolgono il recupero dei ricordi, l’esperienza autobiografica, l’immaginazione di scenari futuri e la costruzione di associazioni tra informazioni anche lontane. Tutto questo può creare un terreno favorevole alla comparsa di intuizioni e soluzioni inattese. Il consiglio, allora, è semplice: concedetevi il lusso, ogni tanto, di vincere contro il fascino per il telefonino e introducete un confine tra lui e voi. È una pratica “salva-neuroni” che genera un effetto sorprendentemente...



