1 – La rivelazione
Appena torni dalle vacanze giuri a te stesso: basta ristoranti, ape, colazioni in giro, abiti inutili. La prossima vita sarà fatta di gentilezza, fiori, meditazione e alimentazione sana. Ci credi davvero, almeno fino al portone di casa.
2 – Il parcheggio
La rivoluzione trova subito un nemico: il parcheggio. Lo spazio che ti illudeva è occupato da un SUV grande quanto una nave Costa Crociere. Ti arrendi. Non c’è ginnastica dolce o meditazione per aiutarti.
3 – TG della sera
Mentre cerchi un parcheggio alternativo, il mondo bussa alla radio: Gaza in fiamme, missili, vite spezzate. La guerra brucia dall’altra parte del Mediterraneo e tu ti chiedi se la tua “vita coltivata” abbia un senso con tutta questa violenza.
4 – Il carovita
Torni al supermercato e scopri che la tua rivoluzione spirituale non resiste davanti al prezzo delle zucchine bio. Un cetriolo costa come un biglietto per il Festival di Venezia. Ti senti un “Guretto fallito” mentre stai per urlare alle casse.
5 – Festival
Accendi la TV, sfogli i social mentre a Venezia si sfila. Abiti scintillanti, tappeti rossi, attori che sorridono senza pensieri. Ti vedi con il sacchetto della spesa in mano che si è già bucato per la noia.
6 – I vicini
Il vicino astioso intercetta il tuo rientro: «Bentornati come state bene… però attenzione che state annaffiando eccessivamente le piante così annegano i gatti e si innonda il mio balcone»; e allora rispondi: «Per me dar da bere alle piante è meditazione attiva». Non ride. Non capisce, chiama il 113.
7 – Le bollette
La luce interiore non paga la luce elettrica. La bolletta ti guarda severa. La tua rivoluzione spirituale dura il tempo di una scossa di vita reale. Si chiama guerra quotidiana. Capisci che non serve andare a Gaza per vedere i conflitti: basta un condominio. Qualcuno combatte per il posto auto, qualcun altro per il rumore della lavatrice. Ogni casa, in fondo, ha il suo fronte di guerra.
Cosa farò io?
Io ho un piano: racconterò tutto in un podcast, scriverò canzoni che sappiano respirare tra dolore e ironia, e suonerò le mie chitarre per la pace. Le corde non fermano le bombe, ma accarezzano il cuore di chi ascolta (forse).
8-La vera rivoluzione
Alla fine capisco che la rivoluzione non è smettere di andare al ristorante. È continuare a sorridere anche al vicino astioso, suonare anche se nessuno mi ascolta, coltivare fiori anche quando il mondo sembra bruciare. Forse durerà poco, forse un giorno. Ma se dura anche solo un’ora… vale per me più di un red carpet.
Mi andrebbe di dire Namaste.

Foto Mikhail Nilov/Pexels.
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