
Così GhatGpt immagina Gesù in India.
Ma quindi, Gesù Cristo andato in India oppure no? In Europa esiste una letteratura che parla di una presunto soggiorno di Gesù nel Kashmir. La documentazione sarebbe stata ritrovata in un monastero buddhista-tibetano. In sostanza, Giuseppe D’Arimatea avrebbe salvato Gesù dalla croce, lo avrebbe curato e lo avrebbe fatto fuggire verso Oriente. La tesi è del russo Nicolas Notovitch (1858-1916): ebreo divenuto cristiano ortodosso, Notovitch fu un instancabile esploratore dell’Asia. Si dice che abbia visitato il monastero tibetano di Himis, nel Ladakh, dove trovò nientemeno che un manoscritto che raccontava il soggiorno di Gesù nel Paese. La sua Vita sconosciuta di Gesù (1894) utilizza le informazioni che sostiene di aver ricavato da questo testo, scritto in pali e tibetano. Secondo Notovich i tibetani lo chiamavano Issa che poi è il nome islamico di Gesù.
Ma non solo. Come spiega un recente articolo di Le Monde, Louis Jacolliot, occultista e scrittore francese del XIX secolo, ha certamente giocato un ruolo fondamentale nella nascita della leggenda di un Gesù legato all’India. La sua opera La Bible dans l’Inde (1869) rappresenta un esempio significativo di come il pensiero occidentale dell’epoca, influenzato dall’orientalismo e dal desiderio di riscoprire verità alternative, abbia cercato connessioni tra le tradizioni religiose d’Oriente e d’Occidente.
Il suo lavoro, che mette in discussione il silenzio evangelico sulla vita di Gesù tra i 12 e i 30 anni, si inserisce in un contesto più ampio di critica al monopolio religioso della Chiesa, già minato dall’avanzare della scienza e della filosofia illuminista. Jacolliot non solo suggerisce un possibile soggiorno di Gesù in India, ma traccia anche parallelismi audaci tra il cristianesimo e l’induismo, arrivando a proporre che Cristo possa essere una versione “occidentale” del dio Krishna. Queste affermazioni, naturalmente, hanno incontrato una forte opposizione, tanto che il libro fu inserito all’Indice dei testi proibiti dalla Chiesa.
La sua teoria, pur priva di solide basi storiche, ha avuto un impatto duraturo, alimentando un immaginario esotico e sincretico che continua a suscitare curiosità. Teoria che è stata presa in considerazione da Swami Sri Yukteswar prima, e da Paramahansa Yogananda, poi, il quale ha portato sull’altare dei guru del Kriya Yoga lo stesso Gesù Cristo al pari di Sri Krishna. E l’ultimo libro scritto da Yogananda è stato proprio La seconda venuta di Cristo (tradotto parzialmente in italiano, Lo Yoga di Gesù – Ed Mediterranee).

L'altare di Ananda Assisi ha Gesù al centro. (Foto M.R. Conti).
Gesù era un seguace di Buddha? Secondo molti è stato senz’altro così, ma non esistono reali evidenze storiche. Anche se la suggestione è grande. Tuttavia, molti studiosi ebrei di Gesù fanno notare che, al contrario, i suoi più importanti messaggi illuminati arrivano dai sacri testi dei Farisei, (corrente cui Yeoshua apparteneva, al contrario di quanto è stato tramandato da Paolo di Tarso).
Ad alimentare il mito di Gesù in India ci ha pensato poi, tra gli altri, Swami Abhedananda, discepolo di Ramakrishna e vicino a Vivekananda, due figure centrali del rinascimento spirituale indiano, con il suo libro Viaggio nel Kashmir e nel Tibet (1922), nel quale scrisse di aver visto il manoscritto di cui parlava Notovitch, il manoscritto del monastero tibetano di Himis. Di questo documento non se ne ha traccia, alcuni dicono sia stato distrutto durante la Rivoluzione culturale cinese.
Ma non è finita qui: a Srinagar, nel Kashmir, esiste una tomba di Gesù. Il movimento Ahmadiyya, fondato nel XIX secolo da Mirza Ghulam Ahmad in India, infatti, ha contribuito in modo significativo alla diffusione di una narrazione alternativa sulla figura di Gesù. Una delle teorie più controverse proposte dagli Ahmadiyya riguarda l’identificazione di Gesù con il santone Yuz Asaf, un personaggio leggendario venerato in alcune tradizioni del Kashmir. Secondo la visione Ahmadiyya – ne abbiamo detto all’inizio – Gesù non sarebbe morto sulla croce, ma sarebbe sopravvissuto alla crocifissione e avrebbe viaggiato verso l’Oriente, stabilendosi infine in Kashmir.
Qui, sotto il nome di Yuz Asaf, avrebbe continuato a predicare e sarebbe morto a 120 anni. La tomba di Yuz Asaf, nota come Roza Bal, si trova a Srinagar, in Kashmir, ed è considerata dai membri del movimento il luogo di sepoltura di Gesù. Questa teoria si inserisce nella dottrina Ahmadiyya, che enfatizza una lettura metaforica della resurrezione di Gesù e considera Mirza Ghulam Ahmad come il “Messia promesso” e il Mahdi atteso. La rivendicazione di Yuz Asaf come Gesù è stata anche interpretata come un tentativo di radicare il cristianesimo nelle tradizioni religiose dell’India e di costruire un ponte tra le religioni abramitiche e le spiritualità orientali.
Narendranath Dutta era un ragazzo di Calcutta brillante e vivace. Con una domanda: qualcuno ha davvero visto Dio? Quando incontra Ramakrishna la sua ricerca prende un nuovo avvio che lo porta al Parlamento delle Religioni di Chicago del 1893
Quando la mente sottile prende vita, cambia la visione interiore e quella della vita dell’altro. L’altro non è più “altro” ma è un atomo dell’Uno, proprio come te e me. Quando m’interesso di te, m’importa di me. E questo è il gesto interiore che considero più vicino al divino che io conosca
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Questo è un po’ il manifesto dello yoga che pratico e che insegno da quasi trent’anni. Lo yoga si occupa della domanda essenziale che abita ogni essere umano. Del mistero del vivere, del mistero dell’essere coscienti. Del “chi” siamo e “come” siamo. La parola “Yoga” indica uno stato, uno stato fondamentale della coscienza. Non è un percorso che conduce da un luogo a un altro, e neppure una ricerca di benessere. È la possibilità di essere consapevoli di essere vivi e di come lo siamo. La possibilità di sentirsi espressione di una realtà indivisa. La pratica di Yoga si fonda sull’Osservazione e sul Cambiamento.



