Siamo sempre di corsa, anche quando ci sentiamo lenti, con un ritmo che ricorda le immagini di un cartone degli Anni 80.
Siamo arrivati a una tale velocità che trasciniamo le dita su una tastiera piatta per aumentarla ancora di più.
Le nostre dita sono impegnate ogni giorno a scrivere, scorrere, digitare, e ci siamo quasi dimenticati di usarle per il contatto umano, i polpastrelli sembrano aver perso le loro impronte, non solo il loro tatto.
Se penso al mio ultimo “tocco”, è sempre quello sulla tastiera di un dannato e benedetto cellulare.
Siamo arrivati a trovare più affetto in uno schermo, perché ci invia continuamente foto, reels divertenti, fino a quelli ridicoli, eccessivi, assurdi, che forse non meriterebbero una diffusione così ampia.
Questa è la velocità! Una corsa che sembra mancare di sinapsi, di cuore, e che spesso appare disumanizzata.
E allora oggi penso a un regalo speciale che possiamo fare ai nostri figli e a noi stessi.
Non è gratis, non è scontato, non è facile da raggiungere, perché ci costerà moltissimo in forza di volontà, determinazione e disciplina.
È il gesto semplice ma difficilissimo di lasciare il cellulare in un cassetto, per il tempo necessario a ritrovare una lentezza amorevole nelle cose semplici della vita.
In quel tempo ritrovato, forse torneremo a osservare i volti, a cogliere le sfumature di un sorriso, a dare valore persino ai momenti di noia, a guardare il soffitto e ad ascoltare la goccia d’acqua che cade nel lavandino.
Forse ci accorgeremo che i nostri figli non chiedono schermi luminosi, ma occhi che li guardino davvero, mani che si intreccino alle loro, parole che non abbiano bisogno di essere digitate.
E allora scopriremo nuovamente il dono della lentezza.

C’è una vera e propria letteratura del “FalsoVero Yoga”. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti
Viviamo immersi nel rumore e questa condizione non fa che alimentare le nostre turbolenze mentali. Ma i testi di yoga fondanti per la nostra pratica parlano del silenzio indicandolo con il termine «Mauna», il silenzio consapevole. E per sperimentare lo non è necessario isolarsi in un eremo, possiamo inserire brevi spazi di silenzio intenzionale nella routine quotidiana. Momenti di presenza a noi stessi. Il prezzo da pagare? Viaggiare controcorrente...
Tra le montagne dell’Himalaya, sei sillabe accompagnano da secoli la vita spirituale di milioni di buddhisti: «Om Mani Padme Hum» è il mantra della compassione, legato ad Avalokiteshvara, il bodhisattva che ha fatto voto di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Ma qual è il suo autentico significato? Attraverso gli insegnamenti del Dalai Lama, le fonti antiche e le interpretazioni della tradizione tibetana, scopriamo come queste sei sillabe racchiudano un percorso di trasformazione della mente, nel quale compassione e saggezza diventano inseparabili
Appena fuori Varanasi, luogo d'eccellenza dell'induismo, sorgono i resti del luogo in cui il Buddha insegnò le Quattro Nobili Verità ai suoi primi discepoli. È il sito di Sarnath, oggi elevato dall'Unesco a Patrimonio mondiale. Ecco la sua storia e perché deve tutto il suo fascino a un grande imperatore, Ashoka
Oggi siamo schiavi dell'attrazione per il cellulare. Eppure sappiamo che quando la mente vaga, entrano in gioco processi che coinvolgono il recupero dei ricordi, l’esperienza autobiografica, l’immaginazione di scenari futuri e la costruzione di associazioni tra informazioni anche lontane. Tutto questo può creare un terreno favorevole alla comparsa di intuizioni e soluzioni inattese. Il consiglio, allora, è semplice: concedetevi il lusso, ogni tanto, di vincere contro il fascino per il telefonino e introducete un confine tra lui e voi. È una pratica “salva-neuroni” che genera un effetto sorprendentemente...



