Cosa sta accadendo di nuovo nel mondo? «Niente di nuovo», è la risposta. Sono 70 anni che le guerre martoriano i Paesi più poveri e che avvengono massacri inauditi. Ma mai, prima d’ora, contro le faccette pulite di noi occidentali. “È un problema loro se sono nati in quelle parti del mondo”, ho sentito dire una volta. È un problema loro se muoiono di fame o vivono dentro una tenda perché braccati dalla guerra. Noi viviamo nel lusso perché ce lo siamo meritato. Voilà.
Qualche settimana fa sentivo un signore rispettabile dire con orgoglio che lui non legge libri. Non è l’unico, a quanto pare: negli Stati Uniti il tempo dedicato alla lettura è precipitato. Uno studio dell’Università della Florida e dell’University College di Londra, pubblicato su iScience, spiega che tra il 2003 e il 2023 gli americani sopra i 15 anni hanno ridotto del 40% le ore passate su libri, giornali e riviste, in qualsiasi formato, cartaceo o digitale, inclusi gli audiolibri.
L’analisi è stata condotta su un campione di oltre 236 mila persone, e dimostra che ogni anno i lettori diminuiscono del 3%. Il declino, spiegano i ricercatori, è iniziato già negli anni Quaranta, ma l’entità del crollo registrato negli ultimi due decenni è definita “sorprendente”. E in Italia? Ce la passiamo peggio: in Europa l’Italia occupa il terzultimo posto nella classifica dei lettori di libri stilata da Eurostat nel 2024. Cosa vogliamo che accada a una società che non legge più? Quello che vediamo in America a ogni livello è il frutto di questo. Quello che accade in Italia nella nostra società spompata, è figlio di questo baratro. Smettiamo di leggere, smettiamo di imparare a pensare, crediamo alle cospirazioni, alle teorie lette su Internet, sulle chat di Telegram, alle notizie riportate dagli amici degli amici che l’hanno letto “da qualche parte”. E il danno è fatto.
I giovani non leggono, si dice. Il problema non sono i giovani, il problema sono gli adulti. I laureati che usciti dalla laurea con alterne fortune, non hanno più aperto un libro, non hanno più scoperto un autore, si nutrono solo di Instagram e Tik Tok. E se leggono qualcosa che non corrisponde alla propria teoria precostituita sul nulla, girano pagina. Perché pensare costa fatica. Mettere in discussione le proprie convinzioni anche. Chi si dice “spirituale” si giustifica dicendo che “legge altro”. Non ho mai capito cosa fosse questo “altro”.
Per capire il mondo bisogna prendersi il tempo di… capire il mondo e non è cosa facile. Così come occorre l’empatia per capire il mondo interiore di chi ci sta vicino e non chiedere alle persone ciò che non possono dare. Giudicare è più facile che mettere le mani nel dolore altrui. Sparare è più semplice che discutere. Seminare tempesta e rabbia porta violenza e morte. È sotto i nostri occhi. Fare uscire la rabbia non costruirà un mondo nuovo. Il mondo nuovo si costruisce leggendo, partecipando, offrendo il proprio tempo e i propri sforzi, e insegnando con l’esempio ai ragazzi che solo così si trasforma la società.
Ecco perché i saggi hanno inventato il karma yoga, lo yoga del fare e del donare se stessi. Perché col karma yoga (che non ha colore politico) il mondo diventa migliore e quello che lo rende migliore non è il nostro giudizio, ma ogni goccia di fatica che avremo speso per gli altri, vicini o lontani. Così si spegne la violenza di ogni colore. Così, forse, si possono salvare “i mondi di tutti” e isolare pacificamente i seminatori d’odio e di violenza a ogni latitudine.

C’è una vera e propria letteratura del “FalsoVero Yoga”. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti
Viviamo immersi nel rumore e questa condizione non fa che alimentare le nostre turbolenze mentali. Ma i testi di yoga fondanti per la nostra pratica parlano del silenzio indicandolo con il termine «Mauna», il silenzio consapevole. E per sperimentare lo non è necessario isolarsi in un eremo, possiamo inserire brevi spazi di silenzio intenzionale nella routine quotidiana. Momenti di presenza a noi stessi. Il prezzo da pagare? Viaggiare controcorrente...
Tra le montagne dell’Himalaya, sei sillabe accompagnano da secoli la vita spirituale di milioni di buddhisti: «Om Mani Padme Hum» è il mantra della compassione, legato ad Avalokiteshvara, il bodhisattva che ha fatto voto di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza. Ma qual è il suo autentico significato? Attraverso gli insegnamenti del Dalai Lama, le fonti antiche e le interpretazioni della tradizione tibetana, scopriamo come queste sei sillabe racchiudano un percorso di trasformazione della mente, nel quale compassione e saggezza diventano inseparabili
Appena fuori Varanasi, luogo d'eccellenza dell'induismo, sorgono i resti del luogo in cui il Buddha insegnò le Quattro Nobili Verità ai suoi primi discepoli. È il sito di Sarnath, oggi elevato dall'Unesco a Patrimonio mondiale. Ecco la sua storia e perché deve tutto il suo fascino a un grande imperatore, Ashoka
Oggi siamo schiavi dell'attrazione per il cellulare. Eppure sappiamo che quando la mente vaga, entrano in gioco processi che coinvolgono il recupero dei ricordi, l’esperienza autobiografica, l’immaginazione di scenari futuri e la costruzione di associazioni tra informazioni anche lontane. Tutto questo può creare un terreno favorevole alla comparsa di intuizioni e soluzioni inattese. Il consiglio, allora, è semplice: concedetevi il lusso, ogni tanto, di vincere contro il fascino per il telefonino e introducete un confine tra lui e voi. È una pratica “salva-neuroni” che genera un effetto sorprendentemente...



