Si dovrebbe partire, almeno una volta nella vita, per un viaggio in solitaria e chiamarlo viaggio di nozze.
Un viaggio per scoprirsi abbastanza da stare bene con se stesse, per sentirsi in buona compagnia, per imparare a farsi una risata ogni volta che si sbaglia piatto o pietanza perché non si è voluto controllare prima su Google Translator.
Una risata ogni volta che inizi a parlare con il taxista locale che non parla una parola d’inglese.
E ogni volta che cambi idea: itinerario, hotel, maglietta blu con quella fucsia… e poi con quella gialla.
Un viaggio di nozze per incontrare davvero se stesse.
Per scoprire difetti e pregi e decidere, nonostante tutto, di volersi bene.
Per riconoscersi, ancora una volta, qui, in questa vita fatta di sogni e di realtà spesso contrastanti.
Prima scegli la tua Honeymoon.
Poi, puoi starne certa, se scegli la compagnia, prima o poi capiterà quella giusta.
Ma se per caso ti fermi al tuo viaggio unico, forse potrai scoprire che l’unica cosa che manca davvero al viaggio… è condividere.
È celebrare insieme.
Sono a Bali, sono arrivata, sono tornata.
Come una bambina, con gli occhi spalancati davanti alle meraviglie, cammino e guardo ogni cosa come se fosse la prima volta.
Eppure, dentro di me, qualcosa sussurra che forse non è davvero la prima volta.
Divinità di pietra ovunque.
Mi guardano, mi indicano, mi salutano, mi benedicono.
Sono presenze silenziose che sembrano ricordarmi qualcosa che non so ancora raccontare.
È la mia prima volta a Bali… ma chissà in quante vite, in quanti tempi lontani, ho già camminato su questa terra.
Forse l’anima non arriva mai davvero per la prima volta in un luogo.
Forse alcuni luoghi li abbiamo già conosciuti, amati, lasciati… e un giorno, senza sapere perché, la vita ci riporta esattamente lì. Così è Bali che sembra venirti incontro.
E poi c’è lui, il Drago.
Quello che vive dentro di te.
Più gli sorridi, più ti trova.
Più lo riconosci, più si manifesta.
E allora capisci che forse non era mai andato via.
Trovato.
Trovato!
Trovato!!
Ci sono porte chiuse che non sono lì per impedirti di entrare.
Ti stanno semplicemente aspettando.
Aspettano il momento in cui avrai il coraggio di appoggiare la mano e aprirle.
E quando lo fai, forse scopri che non era una porta ad aprirsi: eri tu ad aprirti.
Come una ninfea che lentamente schiude i suoi petali in un giardino lussureggiante, immerso nel verde, dove ogni foglia sembra avere una forma perfetta, quasi fosse un gioiello da indossare.
Bali mi accoglie.
E io sono qui.
Con gli occhi di una bambina.
Io sono a Bali.
Sono arrivata.
Sono tornata.

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