La notizia dei 64 calciatori di Serie A coinvolti come clienti di ragazze, anche appena maggiorenni, finite in un giro di prostituzione a Milano ha fatto il giro d’Italia. La procura ha posto agli arresti domiciliari quattro persone con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Secondo le indagini, i calciatori, dopo le partite a San Siro, andavano a cena e poi in hotel con una ragazza. Ma questa vicenda, al di là delle responsabilità che saranno accertate, racconta soprattutto altro. Racconta il vuoto dentro cui stanno crescendo molti ragazzi e molte ragazze. Giovani attratti dai soldi, dalla possibilità di sentirsi visti, di scattarsi un selfie con un VIP, di emergere, di saltare le tappe, di entrare nell’unico mondo che appare desiderabile. Lo diciamo senza giudizio, ma chiedendoci cosa gli adulti non vedano più.
Viviamo dentro una folle corsa al consumo, dentro un modello in cui conta apparire, possedere, arrivare. Avere uno stile di vita invidiabile, vivere in una sorta di vacanza perenne. E spesso non ci chiediamo più né da dove vengano certe cose né dove ci stiano portando. Anche il rapporto educativo sembra essersi spezzato. Da una parte c’è l’incapacità di proteggersi, dall’altra adulti che oscillano tra assenza e ipercontrollo. Genitori che geolocalizzano i figli, che sanno tutto delle assenze e dei voti, ma che a volte conoscono poco il loro mondo interiore, la differenza enorme che intercorre tra le loro emozioni e quelle di un adolescente.
Per lavoro vedo ogni giorno genitori accorgersi del disagio dei figli solo davanti a un brutto voto o a un rendimento scolastico che cala. E allora viene da chiedersi: ma noi adulti ascoltiamo davvero? Oppure siamo troppo presi dalle nostre vite frenetiche, dal lavoro, dai target da raggiungere, dagli obiettivi di benessere? Ci siamo dimenticati della semplice presenza. Del tempo dell’ascolto. Di un adulto che sa stare lì senza giudicare subito, senza correggere immediatamente, senza trasformare ogni dialogo in una ramanzina. Ed è in queste crepe che si infiltra l’intelligenza artificiale. Sempre più ragazzi oggi parlano con ChatGPT o con chatbot costruiti per ascoltarli, confortarli, rispondere senza giudicare. E per molti questo diventa più semplice che parlare con un genitore, con un insegnante o con un adulto reale. Addirittura è ritenuto migliore di un coetaneo. Perché raccoglie i problemi all’infinito, è sempre lì, compiacente.
È di pochi giorni fa la notizia di una ragazza veneziana, circa ventenne, presa in carico dal Serd perché si era isolata dal mondo sviluppando una dipendenza dal rapporto con un chatbot basato sull’intelligenza artificiale. Riteneva che fosse l’unica «presenza» capace di capirla davvero. Se una macchina riesce a dare ai ragazzi la sensazione di essere ascoltati più degli esseri umani, allora noi adulti dobbiamo fermarci e farci delle domande. Il fenomeno degli hikikomori non è che la punta estrema di questo disagio: ragazzi che preferiscono trascorrere intere giornate davanti a uno schermo, spesso nel silenzio delle loro case, mentre gli adulti lavorano, corrono, dormono o semplicemente non vedono.
Cosa serve allora? Forse meno atteggiamenti normativi e più ascolto. Abbandonare l’ipercontrollo in favore della presenza. Anche la scuola può diventare un argine alla solitudine dei ragazzi, ma solo se torniamo a guardarli negli occhi, distogliendo per primi i nostri dagli schermi.

In una società che pretende tutto e subito, anche lo Yoga rischia di diventare un prodotto da consumare in fretta. Corsi per insegnanti in poche settimane, scelte affidate ai social e una ricerca spirituale che perde profondità. Eppure lo Yoga richiede tempo, impegno, ascolto e la capacità di fermarsi. Scegliere consapevolmente un maestro e una tradizione significa riconoscere il valore dell'esperienza, lasciare che maturi dentro di noi e riscoprire il senso autentico del proprio percorso interiore
Bastano pochi minuti di meditazione per modificare l’attività cerebrale? Uno studio del 2026 rivela cambiamenti già dopo due o tre minuti, con un picco intorno al settimo. Una ricerca sui monaci tibetani, promossa anche grazie al Dalai Lama, suggerisce invece che anni di pratica possano produrre effetti più duraturi. Due studi che distinguono gli effetti immediati della meditazione dalla trasformazione profonda della mente, principio fondamentale delle tradizioni yogiche e buddhiste
Un fenomeno interessante nelle conversazioni fra persone che condividono interessi profondi è la facilità con cui confondiamo il riconoscimento con la comprensione. Ci sentiamo in sintonia, ma solo fino a che emerge una differenza e scopriamo di dare significati diversi alle stesse parole. Allora qualcosa si spezza. Ma se ci allontaniamo, perdiamo qualcosa di importante...
I nuovi documenti pubblicati dal Pentagono riaprono il dibattito sui fenomeni aerei non identificati. Ma da Ezechiele a Jacques Vallée, una domanda attraversa i secoli: le apparizioni celesti sono cambiate oppure è cambiato il nostro modo di interpretarle?
C’è una vera e propria letteratura su autenticità o meno delle varie scuole. Un mare di Illuminati incompresi che sanno qual è LA VIA, si accaniscono a suon di reel, uno contro l’altro, per convincersi a vicenda che il proprio yoga è quello VERO! Ma diciamocelo, quanti praticano per “espandere la coscienza”? Quanti rispetto a chi nello yoga cerca semplicemente uno spazio di riposo dallo stress? Chi cerca la via dello Yoga, la trova. Nel frattempo gli infiniti rigagnoli che discendono dalle montagne delle diverse attività che tentano di appiccicare definizioni accanto a questa parola ormai così abusata, che proseguano pure la loro corsa nel nome del “Bisogna pur campare”. Ma credo che sia l'ora di cessare il conflitto almeno laddove dovremmo trovare il principio della pacificazione interiore...
Nello Yoga e nel Tantra, Shakti rappresenta l'energia che permea l'esistenza e che trova nella relazione con la coscienza la propria espressione. Ma che cosa orienta questa energia? L'intenzione è il punto di partenza di ogni percorso, mentre Saraswati, dea della conoscenza, della parola e della creatività, ci introduce al potere del discernimento. Un viaggio nella mitologia e nella filosofia indiana, fino allo Śri Yantra, simbolo dell'incontro tra Shiva e Shakti



