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  • Immagine del redattoreMario Raffaele Conti

L'8 marzo, non una “festa”, ma un monito: rispettiamo i diritti delle donne!

C’è una fastidiosa prosopopea in questo giorno della “festa della donna”. Tanto per cominciare “festa” non è, ma è «La Giornata internazionale dei diritti delle donne». Capite che c’è una bella differenza perché la dicitura ufficiale sbatte in faccia a tutti che le donne troppo spesso non hanno gli stessi diritti degli uomini. Né ora né mai. È senza senso, è assurdo, ma è così. Pensate solo a quello che fanno le religioni in cui la preminenza e il potere è solo maschile: il maschio decide, al maschio sono concesse prerogative speciali. Nel nome di qualsiasi dio (maschio), ovvio.

 

Uguaglianza di genere, violenze contro le donne, diritti civili, parità di stipendio: non pensate che l’Italia sia emancipata in questo senso. Al contrario. La cultura patriarcale è ben affermata e - al di là di qualche eccezione - diffusa. Non parliamo di altre nazioni in cui le donne “non esistono” o sono “merce”. O sono annichilite, come in Iran. Anche gli Stati Uniti sono messi male: quattro giorni fa, il 4 marzo, il candidato alla presidenza Donald Trump, ha definito la sua rivale repubblicana Nikky Haley, «un cervello di gallina che ha speso lì tutto il suo denaro, il suo tempo e i suoi sforzi». Nel 21° secolo, sì. E il problema, oltre che Trump, è di coloro che lo hanno scelto come candidato. Il problema è che a sfidarsi saranno due ottantenni. Uomini. Anche l’America non è così “avanti” come ci racconta il mito, anzi.

 

Eppure l’America e il mondo intero devono tantissimo a quelle donne coraggiosissime che hanno cambiato il mondo. Anche se non hanno ricevuto alcun merito. Ne ricordiamo alcune, come Ada Lovelace, figlia del poeta Byron (che non l’ha mai conosciuta), considerata la prima programmatrice della storia (studiò un algoritmo per i nonni dei computer); o Emmy Noether, fisico-matematica tedesca, considerata un genio che lavorò tutta la vita senza ricevere mai un compenso; o Rosalind Franklin, scienziata britannica di chimica, fisica e biotecnologia, vera scopritrice del Dna: il Nobel lo vinsero Watson e Crick solo perché le ricerche della studiosa vennero loro consegnate di nascosto da un collega maschio invidioso di lei. Da noi donne e scienziate straordinarie sono state Rita Levi Montalcini e Margherita Hack.

 

Ma oggi ne voglio ricordare in special modo una: Henrietta Swan Leavitt. La chiamavano solo “Swan”, cigno, e fu una donna astronomo e matematica americana vissuta a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Nata nel 1868 a Lancaster, Massachusetts, Leavitt studiò all'Università di Radcliffe, l'istituto femminile affiliato a Harvard. Dopo gli studi, iniziò a lavorare all'Osservatorio di Harvard nel 1893: lei e altre donne capaci venivano soprannominate "computer", perché erano abilissime nei calcoli manuali e nelle analisi di lastre fotografiche stellari.

Leavitt si dedicò alla misurazione e catalogazione della luminosità delle stelle nelle fotografie dell'osservatorio. Durante questo lavoro, scoprì centinaia di stelle variabili nelle Nubi di Magellano. Nel 1908, pubblicò i suoi risultati, notando che alcune stelle variabili, ora chiamate «cefeidi», mostravano una relazione tra la loro luminosità e il periodo di variazione. Questa relazione fornì un modo per determinare le distanze astronomiche con maggiore precisione. La sua relazione, insomma, è stata fondamentale nell'uso delle cefeidi come indicatori di distanza nell'universo.

Solo nel 1921 Leavitt (che ha anche scoperto cinque novae) fu posta a capo della sezione di fotometria astronomica dell'Osservatorio di Harvard, ma la sfortuna le fu avversa perché morì di cancro pochi mesi dopo.


Allora, onore a tutte quelle donne della nostra vita e di sempre che sono state e sono le stelle del nostro firmamento: oggi non è una festa, è la vostra giornata, la vostra celebrazione e un monito per tutti.


Mario Raffaele Conti

direttore responsabile di «Rispirazioni»

 


«Swan», cigno, così chiamano semplicemente Henrietta Swan Leavitt. (Foto Pixabay).

 

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