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  • Immagine del redattoreElia Perboni

Nelle foto del passato c'era uno sguardo che si allunga su di noi

Aggiornamento: 18 mag

Se giriamo lo sguardo alle nostre spalle, vediamo che la vita è disseminata di tracce indelebili, come tante stazioni che hanno segnato il cambiamento, il percorso che ci ha fatto arrivare sino a oggi. Osservare la nostra storia non è solo nostalgia, certi frame della nostra vita sono anche molto dolorosi, ma significa rivivere sentimenti, mutamenti interiori, uno sguardo che si allunga dentro di noi. E spesso ad accendere questa luce sul passato basta l’incontro con un oggetto abbandonato da tempo, o una fotografia che ci mostra “come eravamo”.


Rovistando nel mio passato, tra le cose di ieri, ho ritrovato strumenti che mi sono appartenuti per uno spicchio di vita, li avevo un po’ rimossi e hanno rappresentato una passione ma, anche, studio, arte e lavoro: fotocamere custodite con cura, assieme a obiettivi e rullini fotografici (le vecchie pellicole), in un piccolo bauletto rigido argentato. Con il passare degli anni sono entrate nell’era vintage, il loro valore, oggi, è appartenere al passato; sono state tra le mie mani e con i loro occhi di vetro hanno fermato momenti ed emozioni, reportage, ritratti. Ma anche pagine della mia vita.


Guardando indietro attraverso le fotografie, quelle che teniamo nelle scatole di cartone, possiamo ritrovarci ad affrontare emozioni contrastanti: la melanconia per ciò che è passato, la gioia per i bei momenti vissuti, il dolore per le difficoltà affrontate. Le immagini del nostro passato sono come specchi senza inganno di ciò che eravamo. Ogni fotografia è un frammento di storia, un pezzo di puzzle che contribuisce a formare la nostra identità e rivedere persone che sono entrate e uscite dalla nostra vita.


Quei momenti sono rimasti scolpiti su carta. La fotografia può essere un mezzo per esplorare la nostra identità e per capire chi siamo veramente. È un modo per esprimere la nostra creatività e per comunicare con il mondo che ci circonda, raccontare storie e immortalare momenti. Possono catturare la bellezza del mondo, la forza dell'umanità e la fragilità della vita. Sono delle vere e proprie finestre che ci permettono di viaggiare attraverso lo spazio e il tempo, di scoprire nuove realtà e di emozionarci di fronte alla bellezza e alla tristezza che ci circonda.

Come diceva il grande fotoreporter Marc Riboud «la fotografia può catturare l'anima di un momento, rendendo eterno ciò che altrimenti sarebbe effimero».

Pensiamo ad artisti della fotografia come Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Helmut Newton o Annie Leibovitz: nel loro sguardo al mondo c’è l’anima. «La fotografia è il modo in cui catturiamo i momenti che altrimenti sfuggirebbero alla memoria. È una forma di comunicazione senza parole, un modo per raccontare storie universali», ha detto Salgado.


Nell’era moderna la tecnologia ha cambiato il modo in cui catturiamo e gestiamo le nostre immagini. Con i cellulari sempre a portata di mano, siamo costantemente bombardati da una quantità infinita di clic provenienti da social media, messaggi di testo, e-mail e altri canali digitali. Questo ha portato a una maggiore invasione della nostra quotidianità nel nome di una comunicazione ossessiva con il mondo, una bulimia di immagini che ci travolge e che può portare a una sorta di dipendenza dalla tecnologia e dalla costante ricerca di approvazione e gratificazione attraverso una sorta di schizofrenia da condivisione.


Bisognerebbe trovare un equilibrio sano tra l'utilizzo della tecnologia e la vita reale, per evitare di cadere nella trappola della ricerca continua di immagini a discapito della nostra salute mentale e del nostro benessere.

Ma è inevitabile, sono le facce dell’evoluzione, del futuro con suoi lati oscuri e ci saranno, forse, nuovi equilibri. Intanto, riponendo le mie macchine fotografiche sono consapevole che il loro sguardo appartiene alla storia, al passato, anche il mio. La tendina dell’otturatore si chiude. Ritroverò ciò che hanno visto, magari su una carta virata color seppia dentro una scatola di cartone.


Foto di Jesus Leal da Pixabay.


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