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  • Immagine del redattoreAmalia Cornale

Elisabetta II secondo «The Crown», una regina con le virtù dello yoga

Sono passati sei anni dalla messa in onda della prima puntata della serie tv The Crown, dedicata alla vita della regina Elisabetta II.

Le prime quattro stagioni hanno raccontato le più significative vicende di corte, personali e politiche, dagli anni Quaranta agli anni Novanta, mettendo in risalto le qualità caratteriali della sovrana nel corso degli anni e degli eventi. Le attrici Claire Foy e Olivia Coleman hanno interpretato la giovane e la matura Elisabetta in modo sublime, suggellando il lavoro svolto magistralmente dalla collega Helen Mirren, protagonista del film The Queen diretto da Stephen Frears nel 2006, che però racconta una porzione ridottissima della sua vita: la settimana in cui morì Lady Diana.


Guardando la serie e il film, chiunque, anche la persona che ha più in antipatia il mondo dorato della nobiltà e della monarchia, si rende conto di quanto Elisabetta abbia lavorato e si sia spesa per il suo Paese. In che modo? Garantendo equanimità nel giudizio. Non facendosi trasportare mai dalle emozioni, in sostanza facendo una cosa molto yogica che si chiama vairaghya. Vairaghya significa letteralmente «senza rosso», cioè distacco, capacità di rimanere lucidi nella tempesta. Questo modo di agire e di reagire, ovviamente, le è costato un prezzo. Quello di essere considerata fredda, “senza cuore”, in particolare nel contesto della relazione con Lady D.



Ma la regina ha anche praticato abhyasa, ovvero costante impegno, costante dedizione, costante reiterazione nei suoi doveri di monarca, del suo svadharma: il suo destino, messo in atto quotidianamente e indefessamente.


Noi studiosi dello Yoga di Patanjali sappiamo che dall’unione di abhyasa e vairaghya non può che scaturire un tannirodah, uno stato di grazia, di elevazione spirituale che è, secondo me, ciò che ha portato questa straordinaria donna a farsi fotografare, sorridente novantaseienne, col suo quindicesimo primo ministro, tre giorni prima della sua dipartita.


Una vita ricca e fantastica la sua, una vita colma di dedizione verso qualcosa di più importante di sé. La Corona. Il che ci porta ad un’altra riflessione, quella sul concetto yogico di asmita, il senso dell'io. La regina del regno più importante e glamour del pianeta non ha mai, ma proprio mai, in settant’anni di regno, avuto uno sconfinamento sul piano narcisista. In un mondo pieno gente che si autoesalta per un nonnulla questo la rende se non divina, eternamente unica e inimitabile. God Save Elizabeth II.







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