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  • Immagine del redattoreElia Perboni

Ascolto la musica per aprire il mio cuore all'ascolto dell'altro

Siamo sempre più immersi in un’epoca di resistenza all’ascolto. Capita spesso, nel quotidiano, di avere interlocutori “passivi”: chi ti sta di fronte annuisce, ma non ascolta, o lo fa per pochi secondi perché al centro ci sono le proprie esigenze, i propri pensieri, la fretta e la nevrosi “del fare”.  Non riusciamo ad ascoltare gli altri, forse distratti - ma spesso è un’alibi - dal rumore che ci circonda, dal mondo frenetico. Ci concentriamo sulle nostre preoccupazioni e sui nostri desideri, tralasciando ciò che gli altri hanno da comunicare.


Oggettivamente sono tanti i mezzi di distrazione: essere costantemente connessi ai social media e alle tecnologie, per esempio, la mancanza di tempo per fermarsi e riflettere, la paura di essere influenzati o di perdere il controllo. Siamo sinceri: alzi la mano a chi non è capitato. Tuttavia, l'ascolto è una competenza fondamentale per una comunicazione efficace e per la costruzione di relazioni significative. Attraverso l'ascolto attivo, possiamo comprendere altri punti di vista, le loro emozioni e le loro esigenze. Possiamo imparare nuove prospettive, ampliare le nostre conoscenze e promuovere la collaborazione e l'empatia.


L'Orecchio di Dionisio a Siracusa (Foto di Hilmar Buschow da Pixabay).

E poi c’è l’incapacità di “ascoltare il silenzio”. Per migliorare l’ascolto è importante dedicare tempo al nostro silenzio e alla riflessione. L'antico filosofo greco Epitteto, sosteneva che il silenzio può essere una forma di comunicazione molto potente. Il suo famoso detto, «Abbiamo due orecchie e una sola bocca in modo da poter ascoltare due volte di più di quanto si parla», riflette la sua convinzione che ascoltare con attenzione gli altri sia essenziale per una comunicazione efficace.


L'ascolto è una competenza che richiede pratica e impegno costante. Dobbiamo essere consapevoli dei nostri limiti e dei nostri pregiudizi, e cercare di superarli. Dobbiamo essere disposti a imparare dagli altri e accettare le loro prospettive senza giudicare. Solo attraverso un ascolto autentico possiamo costruire relazioni solide e significative, e contribuire a creare un mondo più inclusivo, rispettoso e armonioso.


Come fare ad allenarci, quale la “terapia” per costruire una capacità percettiva? Per esempio con l’ascolto della musica, lasciando che il suono ci insegni a sentire le emozioni. Daniel Barenboim, il famoso direttore d'orchestra, sostiene che l'ascolto della musica, soprattutto quella classica, possa contribuire a sviluppare la capacità di ascolto in generale. La sua idea è che l'ascolto musicale richiede attenzione, sensibilità e apertura verso le diverse interpretazioni, competenze che possono essere applicate anche ai rapporti interpersonali.

Pure il compositore americano John Cage ha sempre sostenuto che nell'ascolto della musica sia importante liberarsi da ogni aspettativa e pregiudizio, per essere aperti a nuove esperienze sonore. Secondo Cage, l'ascoltatore dovrebbe essere attento a tutti i suoni, non solo a quelli convenzionalmente considerati "musicali", con l'obiettivo di sviluppare una maggiore consapevolezza dell'ambiente circostante.

In generale, l'ascolto della musica viene visto come un mezzo per sviluppare la sensibilità, la consapevolezza di sé e degli altri, e favorire la comunicazione e l'introspezione. È un'arte che può fornire significato personale e facilitare la comprensione reciproca tra le persone.


Ma c’è un altro percorso ancora più completo in questa nostra potenziale ricerca, un insegnamento che proviene dalla profonda cultura orientale: l’antica disciplina dello Yoga dove l'ascolto di se stessi è una pratica fondamentale per sviluppare consapevolezza e connessione con il proprio corpo, mente e spirito. Ecco, l'essere concentrati e presenti durante questa pratica permette di sintonizzarsi con l'esperienza interna e di osservare i pensieri, emozioni e sensazioni che emergono.

Attraverso la consapevolezza di sé, gli insegnamenti dello Yoga invitano a sviluppare una relazione amorevole e compassionevole con noi stessi, accettando ogni aspetto di noi senza giudizio. Essere presenti e concentrati durante le pratiche dello Yoga ci permette di lasciar scorrere i pensieri e immergerci nel presente. Ed ecco che l'apertura all'ascolto degli altri, quindi, è una naturale conseguenza dell'ascolto di se stessi nello Yoga. Se impariamo ad accogliere con gentilezza i nostri stati interiori, siamo più capaci di comprendere le esperienze altrui e di offrire un ascolto autentico ed empatico.


Bisogna, forse, cominciare ad affrontare il cambiamento di noi stessi, del nostro sentire, combattere la zona comfort delle abitudini e dar spazio al cuore per essere aperti all’ascolto. Come diceva Socrate: «Parla in modo che io possa vederti».


Foto di Albrecht Fietz da Pixabay.

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