«Imparare è esperienza. Tutto il resto è semplicemente solo informazione»
Albert Einstein
Negli ultimi anni, il termine homeschooling – o educazione parentale, cioè fare la scuola a casa con i genitori – è diventato sempre più presente nel dibattito pubblico. Si tratta di un diritto garantito dalla Costituzione italiana e regolamentato dalla legge: in base alle norme vigenti, i genitori possono scegliere se istruire i propri figli al di fuori della scuola, purché dimostrino di avere le competenze e i mezzi necessari. Questa scelta deve essere comunicata al Comune e al dirigente scolastico della scuola statale più vicina, che verifica i requisiti richiesti.
Oggi, in Italia, circa 16.000 tra bambini e adolescenti seguono l’educazione parentale: lo 0,2% della popolazione scolastica. Un numero in aumento se si considera che nel 2018-2019 erano circa 5.000. Il fenomeno cresce anche all’estero: nel Regno Unito gli studenti in homeschooling sono circa 60.000 e negli Stati Uniti rappresentano il 3,4% del totale.
Ogni anno, gli studenti italiani in homeschooling devono sostenere un esame di idoneità per verificare che l’apprendimento sia coerente con le Indicazioni Nazionali. Un discorso a parte riguarda l’unschooling, approccio meno tradizionale e non vincolato ai programmi scolastici. Di homeschooling e di unschooling si è parlato di recente anche per il caso della cosiddetta “Famiglia nel bosco”, che ha scelto di non far frequentare la scuola ai figli, affidandone l’istruzione a un’insegnante privata.
Homeschooling: i motivi di un boom
I punti di forza di questo modello educativo sono evidenti e spesso confermati da testimonianze dirette.
1. Quando la scuola diventa un problema
La scuola può essere un ambiente complesso: dinamiche caotiche, bullismo, accettazione sociale mediata dai social network. L’homeschooling consente di evitare tali criticità e di creare un contesto emotivamente più sicuro.
2. Un’istruzione personalizzata
I contenuti e i tempi possono essere adattati alle inclinazioni del bambino. Un mio ex studente, che aveva frequentato elementari e medie in homeschooling, mostrava una creatività e una originalità molto sviluppate, qualità che la scuola tradizionale faticava a valorizzare.
3. Imparare attraverso l’esperienza
Chi pratica l’homeschooling può apprendere non solo dai libri, ma dal mondo. Ricordo due ragazzi venuti a sostenere l’esame di idoneità: il padre raccontava che, grazie alla libertà dell’educazione parentale, avevano potuto seguirlo per mesi nella savana, integrando studio e viaggio.
4. Più autonomia, più consapevolezza
Molti studenti riferiscono che la scuola, con i suoi programmi a volte percepiti come inutili, i tempi troppo lenti o troppo veloci e le regole talvolta rigide (come il dover alzare la mano per andare in bagno), può risultare limitante. L’homeschooling offre, invece, una libertà educativa che può potenziare autonomia e motivazione.
L’altra faccia dell’homeschooling
Accanto ai vantaggi, esistono aspetti critici che meritano attenzione.
1. Difficoltà a creare amicizie solide
L’ambiente scolastico è anche un luogo di socializzazione. Secondo uno studio dell’Università del Kansas, servono circa 200 ore per costruire un’amicizia intima e profonda. L’educazione parentale può ridurre queste opportunità.
2. Ignorare le dinamiche del gruppo
Il mio ex alunno proveniente dall’homeschooling mostrava difficoltà nel riconoscere i confini interpersonali e nel collocarsi con naturalezza all’interno del gruppo classe. Non avendo maturato esperienze precedenti di legami, conflitti e delusioni, faticava a inserirsi nelle dinamiche sociali condivise.
3. Meno varietà più difficoltà a stare in gruppo
La scuola obbliga a confrontarsi con differenze, persone difficili o molto diverse da sé. L’homeschooling può limitare questa palestra sociale, che diventa fondamentale per vivere in una società complessa e non sempre perfetta.
Conclusioni: un sentiero parallelo, non quello centrale
L’homeschooling rappresenta una risorsa preziosa per alcune famiglie, soprattutto quando la frequenza scolastica continuativa è difficile o quando si desidera un percorso personalizzato. Tuttavia, per la maggior parte dei bambini e dei ragazzi, la scuola pubblica resta il contesto più ricco, nutriente e formativo, proprio grazie alla sua natura sociale. In Italia, l’educazione parentale rimane un fenomeno marginale, anche per ragioni storiche. Nel dopoguerra, circa un ottavo della popolazione era analfabeta. Nel 1947 nacquero le scuole popolari e negli Anni 70 si lottava per il diritto all’istruzione. Oggi, scegliere l’homeschooling può apparire, per alcuni, come un allontanamento da diritti conquistati con fatica.
La scuola pubblica dovrebbe tornare a essere un ascensore sociale, come lo è stata negli Anni 60: un luogo che permette a chiunque, indipendentemente dall’origine, di costruirsi un futuro, non un luogo da evitare o da cui fuggire. Dall’altro lato, le famiglie hanno la responsabilità di offrire ai figli gli strumenti per diventare adulti autonomi, capaci di vivere nella nostra società contemporanea. La scuola, con tutti i suoi difetti, continua a essere uno degli strumenti fondamentali per imparare a stare nel mondo.

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