top of page
  • Immagine del redattoreNostro servizio

Se nei buchi neri non esiste il tempo, il tempo è un concetto reale?

Una nuova teoria proposta da un team di ricercatori italiani offre una visione rivoluzionaria dei buchi neri, suggerendo che oltre l'orizzonte degli eventi, il concetto di tempo come lo conosciamo cessa di esistere. Questa ricerca, pubblicata sulla rivista Physical Review D, è stata condotta da Salvatore Capozziello e Emmanuele Battista del dipartimento di Fisica E. Pancini dell'Università Federico II di Napoli, insieme a Silvia De Bianchi del dipartimento di Filosofia "Piero Martinetti" dell'Università Statale di Milano.


Principali punti della teoria

1. Atemporalità oltre l'orizzonte degli eventi:

- Secondo questa teoria, quando un oggetto si avvicina a un buco nero, il tempo, oltre l'orizzonte degli eventi, diventa immaginario, perdendo così il suo significato fisico convenzionale.

- Questo implica che il tempo non può più essere trattato come un parametro che descrive passato, presente e futuro, rendendo impossibile per la materia penetrare all'interno del buco nero.


2. Singolarità e Relatività Generale:

- La Teoria della Relatività generale di Einstein presenta il problema delle singolarità, dove le equazioni fisiche tradizionali non riescono a descrivere correttamente lo spazio-tempo.

- I buchi neri sono considerati singolarità, ma questa nuova teoria suggerisce che, invece di una curvatura infinita, la curvatura dello spazio-tempo rimane finita, eliminando così la singolarità vera e propria.


3. Accumulo di materia all'esterno:

- La gravità dei buchi neri attira la materia, ma poiché il tempo diventa immaginario oltre l'orizzonte degli eventi, la materia non riesce a entrare e si accumula intorno al buco nero.

- Questo porta a una revisione dell'immagine tradizionale dei buchi neri come oggetti che divorano la materia. Invece, essi agiscono come accumulatori di materia.


4. Implicazioni per la fisica e la cosmologia:

- La teoria propone una "fisica senza singolarità", che potrebbe essere applicabile anche alla meccanica quantistica, aprendo nuove strade nella comprensione della natura fondamentale dell'universo.

- L'orizzonte degli eventi diventa il limite oltre il quale il tempo non può essere definito, cambiando così la nostra comprensione di questi enigmatici oggetti cosmici.


Foto di Gerd Altmann da Pixabay.

Le teorie sui buchi neri si sono sviluppate nel corso di secoli, evolvendosi notevolmente dalla loro concezione iniziale a causa dei progressi nella fisica teorica e nelle osservazioni astronomiche.

Ecco una panoramica delle tappe principali nella storia delle teorie sui buchi neri:


1. Origini del Concetto di Buchi Neri

- 1783 John Michell, un geologo e astronomo inglese, propose l'idea di "stelle nere" o "stelle oscure". Michell suggerì che se una stella fosse sufficientemente massiccia, la sua gravità potrebbe essere così forte da impedire persino alla luce di sfuggire.

- 1796 Pierre-Simon Laplace, un matematico e astronomo francese, indipendentemente, avanzò una teoria simile nei suoi scritti, suggerendo che potrebbero esistere corpi celesti con un campo gravitazionale così intenso da non permettere alla luce di uscire.


2. La Teoria della Relatività Generale

- 1916 Albert Einstein pubblicò la teoria della relatività generale, che descrive la gravità come la curvatura dello spazio-tempo causata dalla massa e dall'energia. Questa teoria fornisce il quadro teorico per la comprensione dei buchi neri.

- 1916 Karl Schwarzschild trovò una soluzione esatta alle equazioni di campo di Einstein, che descrive il campo gravitazionale attorno a una massa sferica non rotante. Questo portò al concetto di «raggio di Schwarzschild», il raggio entro il quale la gravità di un corpo è così forte da formare un buco nero.


3. Sviluppi del XX Secolo

- 1939 Robert Oppenheimer e Hartland Snyder dimostrarono che una stella , dopo aver esaurito il suo combustibile nucleare, potrebbe collassare in un buco nero. Secondo le loro teorie, per un osservatore esterno, il tempo apparirebbe rallentare vicino al raggio di Schwarzschild fino a fermarsi completamente. Questo fenomeno portò alla definizione delle stelle collassate come "stelle congelate".

- 1960-1970 L'interesse per i buchi neri aumentò notevolmente. Roger Penrose dimostrò che il collasso di una stella massiccia porterebbe inevitabilmente alla formazione di una singolarità, un punto in cui la curvatura dello spazio-tempo diventa infinita.

- 1967 John Wheeler coniò il termine «buco nero» per descrivere queste entità.


4. Verifiche Osservative e Teorie Moderne

- 1971 Fu scoperto il primo candidato buco nero, Cygnus X-1, una sorgente di raggi X nella nostra galassia.

- 1971-1974 Secondo Stephen Hawking i buchi neri non sarebbero completamente "neri", ma evaporerebbero emettendo un flusso di particelle detto «radiazione di Hawking». Inoltre teorizzò il fatto che la superficie totale di un buco nero non diminuisce mai.

- 2019 La collaborazione Event Horizon Telescope ha pubblicato la prima immagine di un buco nero, situato nel centro della galassia M87.


2024, la nuova teoria

La nuova interpretazione potrebbe rivoluzionare il modo in cui comprendiamo i buchi neri, con implicazioni profonde per la fisica teorica e la cosmologia. Invece di essere visti come divoratori di materia, i buchi neri potrebbero essere considerati come luoghi dove la materia si accumula a causa della trasformazione del tempo in una dimensione immaginaria. Questa teoria apre nuove possibilità per la ricerca futura e potrebbe portare a una revisione delle teorie esistenti riguardo alla natura dello spazio-tempo e alle interazioni gravitazionali. E, per quanto riguarda la nostra ricerca, questa scoperta fa riflettere: siamo ossessionati dal tempo, ma siamo certi che il tempo esista veramente? E se fossimo tutti entità atemporali con la sindrome temporanea della temporalità? Ma la domanda vera è: questo sguardo sull'impossibile, ci potrà aiutare nel “possibile»? Ci aiuterà a guardare al momento presente come a un dono irripetibile e straordinario? O rimarrà - pure questo - fantascienza? C'è di cui riflettere.


Un po' di fantascienza: un buco nero generato dall'AI (Foto di Leo da Pixabay).

48 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page