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  • Immagine del redattoreMario Raffaele Conti

Se ci prendiamo cura del verde, il verde ci salva

Aggiornamento: 17 lug 2023

Vivo fino da bambino immerso in un mondo verde, ricco di foglie colorate, di fiori profumati, di erbe saporite, di bacche e frutti gustosi. Tra me e la natura avviene, da sempre, un vero e proprio scambio energetico, un insieme di sensazioni che riportano alla mente ricordi ed esperienze, che suscitano sogni ed emozioni e che nel tempo ho capito possono arrivare a salvare la vita a molte persone sofferenti.

 

Fino da molto giovane ho avuto il privilegio di occuparmi della creazione degli spazi verdi a cominciare da quelli  della comunità di San Patrignano a Rimini . Ne parlo nel mio libro Salvarsi con il verde (Giunti). Ricordo il mio primo incontro con Vincenzo Muccioli all’età di 25 anni e della sua grande passione per le piante. Era un cliente, e amico, di mio nonno (siamo una famiglia di vivaisti) e non appena mi fu possibile chiesi di poter essere utile ai suoi ragazzi mettendomi a loro disposizione per lavorare insieme nel verde. La prima sistemazione paesaggistica che seguii a San Patrignano fu il grande parco che oggi abbraccia totalmente il villaggio: «I ragazzi devono vivere dentro un parco naturale», mi disse. Aveva intuito il grande potere benefico e salvifico del verde e volle che i giovani residenti stessi contribuissero a piantare alberi e arbusti. Fu come un contagio: anche i più riluttanti si ritrovarono coinvolti.

 

Un’esperienza simile l’ho vissuta anche presso la Comunità Incontro di Don Gelmini, un altro centro di recupero per soggetti dipendenti d alcool stupefacenti e gioco. Nel tempo ho coltivato la mia passione di curare in spazi verdi collaborando con strutture che ospitano persone con problemi psichiatrici o segnate pesantemente dalla vita a causa di lutti o malattie e sindromi di diversa gravità. Dalle mie tante esperienze ho capito che anche il rapporto con una semplice pianta che riesce a vivere, oltre che in un giardino o in un bosco, in casa, su di un balcone o su di un terrazzo, può essere un momento di cura, di rifugio e di dialogo profondo con se stessi e con il creato. Ne avete mai fatto esperienza?

 

Ci credo talmente tanto che ho dato vita al Primo Convegno Nazionale sul verde terapeutico che si tiene venerdì 18 e sabato 19 novembre a Pistoia presso il nostro centro Mati1909. Una due giorni dedicata al verde terapeutico che troverà declinazione in tutti i suoi casi e che vedrà la partecipazione di medici specialisti, ortoterapeuti, architetti, professori e ricercatori universitari che daranno prova scientifica dell’importanza del verde nella cura e soprattutto nella gestione di particolari patologie. Testimonianze dirette da comunità e centri di recupero, dibattiti guidati e interventi mirati sui temi più sentiti. Insomma, un’occasione straordinaria per comprendere la forza del verde e del nostro rapporto con esso.



A proposito, qualcuno mi ha chiesto quali piante coltivare in inverno, quali mettere sui balconi e quali tenere in casa

Certo non si può generalizzare, dipende molto dal clima dove viviamo. Le piante sono organismi viventi in continua evoluzione, crescono si nutrono, hanno bisogno di acqua, di concime e di vivere in un ambiente pedoclimatico (le condizioni del suolo e del clima, ndr) che rispetti le loro esigenze fisiologiche. Dobbiamo tenere conto bene di questo, sempre. È chiaro che, nel caso di verde terapeutico, non possiamo sbagliare nulla perché ogni pianta sofferente trasmette il suo male alla persona in cura.


Dobbiamo porre grande attenzione alle piante che desideriamo tenere in casa. Ficus, pothos,  philodendron, kenzie debbono stare in ambienti non troppo asciutti, meglio se non esposti alla luce diretta, le loro radici debbono essere tenute umide evitando assolutamente ristagni idrici, bisogna evitare loro colpi di freddo e, in giorni particolarmente caldi, nelle ore centrali del giorno far prendere loro aria.


Il mio consiglio è comunque quello di dedicarsi al verde condominiale se non abbiamo un giardino. Possiamo parlarne alle riunioni di condominio, scrivere all’amministratore, chiedere di arricchire il verde in comune prendendosene  cura secondo un programma consigliato da un esperto. Spesso ci sono spazi verdi nelle nostre città trascurati per vari motivi anche in questo caso si può scrivere al Comune, chiedere di poter intervenire per prendersi cura anche di un piccolo fazzoletto di giardino. Facendo così daremo un grosso contributo alla qualità della vita nei nostri spazi urbani. Il tardo autunno e sopratutto l’inverno sono mesi in cui possiamo mettere a dimora alberi e arbusti che vanno a riposo in quel periodo. 


Vorrei dare un consiglio unico a chi vive a Trento o a Roma a Milano o a Siracusa o a Firenze: informatevi sempre sulle esigenze fisiologiche delle piante che intendete mettere in casa in terrazzo o in giardino. Abbiate il massimo rispetto per esseri viventi che ci offrono ossigeno e assorbono l’anidride carbonica che rilasciamo nell’aria. Amare e avere rispetto per la flora che ci circonda significa entrare in sintonia con quegli esseri viventi i quali  ci accompagnano nella nostra esistenza e ci offrono la possibilità di vivere: se ci prendiamo cura di loro, ci salveremo con il verde. 





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