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La vita di Elisabetta II come non l'avete mail letta: 4 - Anche le regine piangono

Aggiornamento: 17 lug 2023

I nuovi compiti di Elisabetta portano un cambiamento traumatico nel matrimonio. Lei è sempre più impegnata come regina, lui si sente inutile e impotente: sopporta male di dover stare sempre un passo dietro alla moglie, di non potersi chiamare re ma solo principe consorte; cerca di dare il proprio cognome ai figli, ma il primo ministro Winston Churchill e la nonna di Elisabetta, la mitica Queen Mary, si oppongono: i membri della Casa reale devono chiamarsi Windsor e nient’altro. Lilibet e Filippo dormono non solo in letti separati, ma anche in camere e appartamenti diversi.


La crisi arriva al culmine nel 1956, quando Filippo lascia il Palazzo, la moglie e i figli per un viaggio di sei mesi intorno al mondo sul Britannia, il maxi-yacht della famiglia reale, in compagnia del suo segretario privato Mike Parker. Durante il viaggio inaugura le Olimpiadi estive del 1956 a Melbourne.

Si fanno molti pettegolezzi su ciò che avviene a bordo: si parla di feste con numerose giovani donne; ma qualcuno insinua perfino che non ci siano donne sul Britannia e che sia un po’ troppo particolare l’amicizia di Filippo e Mike, tutti e due ufficiali di Marina, che si conoscono da quando erano cadetti, entrambi soci del Thursday Club, spesso protagonisti di uscite notturne da Buckingham Palace usando i nomignoli Murgatroyd e Winterbottom.

Qualunque sia la verità, la moglie di Parker, Eileen Allan, si rivolge alla regina perché faccia interrompere la chiacchieratissima crociera. Subito dopo, Eileen chiede il divorzio dal marito, che deve anche dimettersi da segretario privato del principe.


Elisabetta, invece, non prende provvedimenti. Per lei un sovrano non può divorziare, considera un pessimo esempio in famiglia Enrico VIII, che fondò la Chiesa anglicana e che ebbe sei mogli (da due divorziò, a due fece tagliare la testa, una morì di parto e l’ultima, accusata di eresia, si salvò solo perché morì lui a 56 anni). Come capo della Chiesa anglicana, ha incontrato a Roma sei colleghi Papi (con Papa Luciani non ha fatto in tempo).


Nel 1957 Elisabetta ha appena cacciato il primo ministro Anthony Eden, responsabile del tentativo fallito di occupare militarmente in Egitto lo stretto di Suez. Va in America, visita Stati Uniti e Canada, pronuncia un discorso dinanzi all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ha incontrato tutti i presidenti americani da Truman in poi, ha ballato con Gerald Ford ed è andata a cavallo con Ronald Reagan.

Non ama parlare in pubblico, ma decide di pronunciare ogni anno in televisione un discorso natalizio, che diventa un appuntamento tradizionale per il popolo britannico.

Ha avuto 14 primi ministri: quello che ama di più è Winston Churchill, per lei un secondo padre; nel 1960 nomina il suo primo premier laburista, Harold Windsor, che la convince a nominare baronetti i Beatles. Margaret Thatcher è la prima donna capo del governo: soprannominata “la Lady di ferro”, è il premier che dura di più, undici anni. Elisabetta confessa: «La detesto cordialmente», ma assiste al suo funerale, come ha fatto solo per Churchill.


Il momento peggiore, nella vita di Elisabetta, è il 1992. Nel discorso natalizio di quell’anno la regina non esita a fare una citazione latina: definisce «Annus Horribilis» quello che sta per concludersi. Effettivamente: in marzo il principe Andrea, terzo figlio della regina, si separa dalla moglie Sarah Ferguson (Fergie la Rossa), in aprile la principessa Anna divorzia dal capitano Mark Philips. In ottobre, durante una visita in Germania, un gruppo di manifestanti le lancia addosso uova. In novembre, un vasto incendio si sviluppò all'interno del Castello di Windsor, danneggiando gravemente parte dell'edificio. In dicembre il principe Carlo e Lady Diana si separano formalmente. Infine, dopo un’inchiesta sulle ricchezze della famiglia reale il Parlamento stabilisce che d’ora in poi anche i Windsor devono pagare le tasse. Solo dei tradimenti del principe consorte non si parla. Ed Elisabetta continua ad amarlo, fino alla fine.


4. fine


Foto di Jhoan Cordoba da Pixabay

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