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  • Immagine del redattoreAmina Vagante

«La vita davanti a sé» e la lotteria della vita

Aggiornamento: 21 nov 2022

La nostra “mina” di questo mese si intitola La vita davanti a sé, romanzo dello scrittore francese Roman Gary, pubblicato nel 1975 e vincitore nello stesso anno del Premio Goncourt.


Ah, la lotteria della vita… C’è chi nasce fortunato e chi no. Così pare. E quanto tempo trascorriamo, negli anni, a rammaricarci se non addirittura a recriminare, alla ricerca di una giustizia che pare cieca?


Momò è un bambino marocchino di fede musulmana, cresciuto da una ex prostituta nel quartiere di Belleville a Parigi. Figlio egli stesso di una donna che “faceva la vita” e l’aveva abbandonato senza mai farsi conoscere, a scuola non può andare perché non lo vogliono e tutto il suo mondo è racchiuso fra le pareti della palazzina dove vive. Le sue relazioni si limitano ai conoscenti di Madame Rosa oltre agli altri «bambini che non avevano potuto farsi abortire in tempo e che non erano necessari» ospiti anch’essi in quella casa.


Un giorno chiede al venditore di tappeti: «“Signor Hamil, si può vivere senza amore?

“Sì”, ha detto.

Mi sono messo a piangere». (p. 9) - confessa Momò nella sua spontaneità di fanciulletto.


È una narrazione in prima persona, infatti, quella del romanzo: Momò ci presta i suoi occhi, quelli di un bambino divenuto adulto troppo presto, ma, stando ancora una volta alle parole del Sig. Hamil, «sensibile con una predisposizione per l’inesprimibile» e, aggiungerei io, un insolito senso ironico. Non poco, direte voi. Vero, in effetti, perché proprio queste sue qualità impediscono al lettore di sprofondare nella compassione più sofferta e lo invitano ad allargare lo sguardo sulla vita - non solo quella di Momò - per scoprire quante forme e quanti volti possa avere l’amore se solo lo si sa vedere.


Per questo egli si interroga sull’’amore, sulla felicità, sulle tante sirene che ci incantano nel quotidiano e a tutte dichiara però di preferire ancora la vita! Che cosa significa?

Potrete rispondervi leggendo questo piccolo capolavoro, insieme a Momò, al quale un giorno viene spiegato che «niente è bianco o nero, il bianco spesse volte è il nero che si nasconde e il nero certe volte è il bianco che si è fatto incastrare».

Più che una lotteria, sembrerebbe una scacchiera fatata.

Buona lettura!



Il cofanetto appena uscito con la «Trilogia dell'amore» di Gary.



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