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La giornata per gli Oceani significa celebrare la nostra Vita

L'Onu ha istituito la Giornata Mondiale degli Oceani, l'8 giugno: il senso di una giornata è quello di «risvegliare nuove profondità», dice il documento ufficiale. Che qui riassumiamo perché al di là dell'ipocrisia di un'umanità che distrugge il suo tesoro più grande, ragionare su questo ci aiuta a sviluppare una nuova consapevolezza.


Ricorda l'Onu che l'oceano copre oltre il 70% del nostro pianeta e rappresenta una fonte essenziale di vita che sostiene l'umanità e ogni altro organismo terrestre. La sua importanza non può essere sottovalutata:

  • l'oceano produce almeno il 50% dell'ossigeno del pianeta, fondamentale per la nostra sopravvivenza.

  • ospita la maggior parte della biodiversità terrestre, con innumerevoli specie che trovano nell'oceano il loro habitat.

  • è la principale fonte di proteine per oltre un miliardo di persone nel mondo.

  • si stima che entro il 2030, 40 milioni di persone saranno impiegate in industrie legate agli oceani.


Quindi è importantissimo per la nostra stessa esistenza. Eppure l'oceano è in pericolo e ha bisogno del nostro sostegno. Il 90% delle popolazioni di grandi pesci e il 50% delle barriere coralline sono già stati distrutti. Un famoso guru che vide un discepolo uccidere un insetto innocuo, disse al malcapitato: «Bravo. Adesso ricrealo». Già.



Lavorare insieme per creare un nuovo equilibrio con l'oceano, passare da un approccio che sfrutta l'oceano a uno che lo protegge e lo rigenera. Non pensiate che non ci riguardi per il nostro Mediterraneo si affaccia proprio a un oceano, l'Atlantico, che a sua volta è collegato al Pacifico e all'Indiano. Siamo interconnessi, anche qui.


La Giornata mondiale degli oceani 2024 ha come tema «Risvegliare nuove profondità». Questo tema sottolinea la necessità di cambiare urgentemente il nostro rapporto con l'oceano. L'ONU sta unendo le forze con:

  • Decisori politici

  • Leader indigeni

  • Scienziati

  • Dirigenti del settore privato

  • Società civile

  • Celebrità

  • Giovani attivisti

Questi gruppi si impegneranno a mostrare come i nostri sforzi per proteggere l'oceano finora abbiano solo sfiorato la superficie e come sia necessario un cambiamento profondo e radicale.


Qualcuno penserà: «E perché lo dicono a noi?». Perché possiamo pensarci quando cammineremo su una spiaggia. Potremo evitare di gettare qualcosa in acqua, nel mare ma anche in un qualsiasi corso d'acqua, un mozzicone di sigaretta in un tombino o in un canale; potremmo iniziare a raccogliere la plastica che troviamo sulla spiaggia vincendo un po' di “schifo”, sì, ma pensando che se non lo facciamo quello “schifo” ce lo beviamo al prossimo bagno. Insomma, questa giornata riguarda tutti noi.


L'Onu parla il “politichese”, ma non dice parolacce quando dice che solo attraverso un'azione collettiva e consapevole potremo assicurare che gli oceani continuino a sostenere la vita sulla Terra per le generazioni future. Sono i polmoni del nostro pianeta.


Cosa possono fare le Nazioni, gli Stati, le piccole e grandi comunità? Possono avere degli obiettivi lungimiranti:

  1. Politiche sostenibili: Sviluppo e implementazione di normative che proteggano gli oceani.

  2. Innovazioni scientifiche: Promozione di ricerche e tecnologie per la conservazione marina.

  3. Partecipazione della società civile: Coinvolgimento attivo dei cittadini nella protezione degli ecosistemi marini.

  4. Collaborazione internazionale: Unione di forze tra nazioni, organizzazioni e individui per un impatto globale.


Gli oceani sono essenziali forniscono almeno il 50% dell'ossigeno che respiriamo. Ma non solo: gli oceani assorbono circa il 30% dell'anidride carbonica prodotta dall'uomo, attenuando l'impatto del riscaldamento globale. Il loro dono è l'aria che respiri tu, ora. A prescindere dalla politica, celebrare questa giornata significa cambiare qualcosa dentro ciascuno di noi.


I meravigliosi pesce palla (Foto da Pixabay).

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