top of page
  • Immagine del redattoreNostro servizio

La creatività è la cura contro il destino avverso

Aggiornamento: 29 apr 2023

Potrebbe non piacervi la musica di Ed Sheeran. Potreste trovare insopportabile e smielato il romanticismo di Perfect, però non si può non considerare il successo straordinario di questo cantautore britannico di soli 32 anni. Sì, potrebbe non piacervi, ma vale la pena ascoltare la sua lezione di vita.


Nove anni fa, quando ne aveva solo 23, ha addirittura scritto una canzone per il film Lo Hobbit - La desolazione di Smaug, I See Fire.

Per non parlare della sua divertente parte nel film Yesterday di Danny Boyle, oltre a essere apparso in Il trono di spade e in Bridget Jones's Baby. Il ragazzo di origini irlandesi (si sente e di vede) cresciuto a pane e Van Morrison, è una delle persone più ricche di Gran Bretagna, considerato «influente» da Time, paladino di numerose iniziative benefiche, con un animo sensibile e un cuore d'oro. Ora appena iniziato un tour europeo per promuovere il nuovo album Substract.


«Substract», il nuovo disco di Ed Sheeran in uscita il 5 maggio.





Ma nonostante il successo e la ricchezza, questa è una fase drammatica quella della vita di Ed Sheeran. «Ho lavorato a Subtract per un decennio, cercando di scolpire l'album acustico perfetto, scrivendo e registrando centinaia di canzoni con una visione chiara di ciò che pensavo dovesse essere», ha spiegato. «Poi, all'inizio del 2022, una serie di eventi ha cambiato la mia vita, la mia salute mentale e, in definitiva, il modo in cui vedevo la musica e l'arte».


«Scrivere canzoni è la mia terapia», dice. «Mi aiuta a dare un senso ai miei sentimenti. Ho scritto senza pensare a quali sarebbero state le canzoni, ho solo scritto quello che è successo. E in poco più di una settimana, ho sostituito un decennio di lavoro con i miei pensieri più profondi e oscuri. Nel giro di un mese, a mia moglie incinta è stato detto che aveva un tumore, senza cure fino a dopo il parto. Il mio migliore amico Jamal, un fratello per me, è morto improvvisamente e mi sono ritrovato in tribunale a difendere la mia integrità e la mia carriera di cantautore. Stavo attraversando una spirale di paura, depressione e ansia. Mi sentivo come se stessi annegando, con la testa sott’acqua, guardavo in alto, ma non riuscivo a risalire per prendere aria».


«Come artista non me la sentivo di fare uscire un album che non fosse credibile, che non rappresentasse accuratamente dove sono e come ho bisogno di esprimermi a questo punto della mia vita. Questo album è esattamente questo, è come guardare nel profondo della mia anima. Per la prima volta non sto cercando di creare un album che piaccia alla gente, sto semplicemente pubblicando qualcosa che sia onesto e fedele a dove mi trovo nella mia vita adulta. Questo è il racconto di quello che mi è successo lo scorso febbraio e il mio modo di dargli un senso. Questo è Subtract».


C'è una lezione preziosa in questo racconto che va oltre la mera curiosità sulla vita di un cantante. C'è un uomo che si è messo in gioco, che ha dichiarato il suo momento drammatico e ha dato la sua ricetta per superarlo: la creatività. Quando la vita ti toglie qualcosa, o quando hai paura che ti venga tolto solo un gesto creativo può salvare dalla disperazione più nera, dal dolore senza soluzione di continuità. Non stiamo facendo “la morale”, stiamo osservando e ascoltando la testimonianza di un uomo che si è messo a nudo anche in quattro puntate su Netflix (dal 3 maggio), Ed Sheeran: Oltre la Musica.



Dice: «Sono sempre stato molto cauto nella mia vita personale e privata; l’unico documentario che ho realizzato è stato quello incentrato sulla scrittura delle mie canzoni. Disney mi ha contattato per realizzare un documentario in quattro episodi e mi è sembrato il momento giusto per aprire la porta e far entrare il pubblico».


Ora, non siamo tutti musicisti, pittori o scrittori. Però la creatività ci appartiene. Io la metto in cucina, per esempio, mia moglie nella cura dei fiori. Altri nello studio della chitarra o nell'uncinetto. Tutti possiamo trovare un ambito in cui esprimere una parte viva di noi. E - se notate - quasi sempre questo si collega a una condivisione (condividere i piaceri della tavola, la vista dei fiori, una canzone con gli amici, una presina fatta ad arte...). Questo mi dice la lezione di Ed Sheeran, che nei momenti bui lasciare esprimere l'anima è una cura e un dono per altri. Le lacrime sono il concime della condivisione, della bellezza che ci portiamo dentro e che può portare bellezza al mondo.


Ed Sheeran.



101 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

Comments


bottom of page