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  • Immagine del redattoreRiccardo Serventi Longhi

L'asana è il simbolo e la chiave

Il viaggio del ricercatore attraverso una realtà nascosta

Il simbolo è il contenuto di uno scrigno prezioso le cui chiavi sono nascoste a un sentire razionale. A una capacita di guardare legata all’abitudine, alla ripetizione, all’associazione mentale. Il simbolo coglie ed esprime una relazione che la ragione non può raggiungere. Il termine stesso «simbolo» è una parola chiave. Apre. Appena la nomini, il cuore già sa che non deve osservare il visibile: «Ah, questo è un simbolo!». Deriva dal greco e il suo significato è - pressappoco - «mettere insieme», ovvero ricongiungere parti.

La scrittura stessa - e il modo in cui scriviamo - è un simbolo. Prendiamo il simbolo sacro, per esempio: lo osservi e muove in diverse direzioni.

Lo Yoga è un simbolo. Ricongiunge ciò che si era separato. È un cammino in cui tutto è SIMBOLO. Ogni argomento, passo, segmento, storia, frase, testo, respiro, posizione del corpo, definizione, sentiero, tutto, non è ciò che appare. Ciò che appare è un vestito che nasconde nell’esperienza la rivelazione profondamente personale del simbolo.

Per questo colui che intraprende questo viaggio viene detto «ricercatore». Ma cosa cerca costui, o costei, se non - attraverso i simboli - la Realtà nascosta dietro la cornice di se stesso? È un ritorno a casa, si dice spesso, quello del praticante. Ma di quale casa si tratta?

Asana, la posizione, per esempio, è un simbolo prezioso, ma l’evidenza che salta agli occhi è una forma che indossiamo. Per sciogliere il nodo dell’apparenza, è necessario “stare”, attendere, lasciar scorrere l’esperienza della decodificazione non-mentale. Lo stato intuitivo che è il dono necessario affinché il simbolo manifesti la sua luce.

Siamo abituati alla fretta, alla risposta pronta, mentre c'è bisogno di lasciar andare le tensioni, ossia le abitudini al controllo e alla prestazione, all'idea che abbiamo di noi: è proprio in quello stare che, nel tempo, lentamente, comincerà ad affiorare il tesoro. Un tassello che prenderà il suo posto e, con il tempo, andrà verso la ricomposizione del quadro, non entrando nella cornice, ma eliminandola.




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