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  • Immagine del redattoreGuido "Guidozilla" Gabrielli

I puntini galleggianti

Aggiornamento: 6 mag 2022

La meraviglia sinfonica di «Promises» e i suoi tre protagonisti d'eccezione


I puntini di questa storia sono:

- Sam Shepperd, artisticamente conosciuto come Floating Points, 35 anni. Musicista elettronico, ma anche ricercatore in neuroepigenetica con un PhD sul tema variazioni genetiche e soglia del dolore («Avevo vinto una borsa di studio che mi permetteva di avere uno stipendio e, essendo appassionato di neuroscienze, non mi sembrava bello buttarla via, per qualcosa che non sapevo se avrebbe mai pagato: la musica»).

- Pharoah Sanders, leggendario sassofonista tenore di 82 anni, In passato anche di della new wave del Jazz Free e un po’ trascendente, alla corte di Su Ra, John Coltrane, Alice Coltrane, di cui non avevamo notizie da circa 20 anni.

- London Symphony Orchestra, che più che un personaggio appare come un aggregato organico di elementi, una atmosfera di un pianeta che si chiama Promises (Luaka Bop 2021), il disco di cui vi stiamo per parlare https://bit.ly/ascolta_FloatingPoints.

L’unione dei puntini sparsi ha dato vita a un'opera di 47 minuti in 9 movimenti, scritta, prodotta e mixata da Sam Shepperd. Il disco sincretizza il jazz astrale di Pharoah Sanders (voce e sax profondo costituito da un fraseggio denso di scale in rapidissima successione e momenti molto lirici), la ricerca sonora elettronica che il Signor Shepperd (Floating Points) intreccia con la stratosfera sinfonica della London Symphony Orchestra. I due puntini principali, Sanders e Shepperd, dialogano a distanza di oltre 50 anni di età, con il rispetto di chi cerca nella musica una destinazione di spirito e cura. Entrambi si sono costruiti nel Gospel, in chiesa, in continenti e tempi differenti, lasciando che lo studio dello strumento (il sassofono per il primo e il pianoforte, per l’altro) fosse il lessico per trovare una cura superiore.

La storia di quest’unione

Si narra che Sanders abbia ascoltato per caso nell’auto di un amico, il primo disco di Floating Points nel 2015 Elenia, e abbia detto: «Mi piacerebbe suonare con questo artista». A sua volta Shepperd/Floating Points, aveva come suo tutor (nel suo PhD) un appassionato di musica e amico di Sun Ra, e nelle sue serate da Dj metteva un brano di Pharoah Love is Everywhere.


«Dura 20 minuti, ma se sei nel mood giusto…». Se volete poi approfondire la sua formazione discografica potete trovarla cliccando qui.


Insomma le antenne nonostante le diverse epoche erano ben sintonizzate.

La firma

C’è un leitmotiv che si dipana su tutto il disco, è un arpeggio di sette note costruito su un accordo di Bb7, che potrebbe essere un estratto di un frammento di un assolo Be Bop, suonata da un clavicembalo, un piano e un sintetizzatore (con diverse modulazioni nel corso dell’opera) contemporaneamente. Uno stilema sonoro che appare e ricompare attraverso tutto il disco, come fosse il respiro di un gigante che dorme (la visione non è mia, ma del critico del New York Times Giovanni Russonello). È una presenza potente questo respiro che rimane simile e diverso sempre sospeso su quei due accordi (F-7 e Bb7). Il disco è potente e Floating Points usa tutte le gamme sonore dell’orecchio umano (consiglio l’ascolto in cuffia per apprezzare i tanti dettagli).

Promises

È stato scritto molto su questo disco lo scorso anno, ma nessuno ha mai approfondito il senso del nome di quest’opera: Promises (Promesse). Personalmente io mi sono dato la risposta interpretando quell’arpeggio in Bb «del gigante che dorme». Quelle sette note che non si risolvono mai e non condurranno mai alla realizzazione della promessa, anzi a volte saranno travolte dalla passione delle scale orientaleggianti della London Symphony Orchestra (ascolta il movimento n.6, lasciano la promessa tale).


Al giorno d'oggi, perdere la cognizione del tempo è quasi impossibile. In Promises, il regalo più grande che Shepherd ci ha fatto è sospenderlo.

Niente si risolverà i puntini rimangono coerenti e galleggianti tra generazioni che si auto generano; senza tempo, senza fine, in un pianeta sonoro fascinoso ed enigmatico.



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