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  • Immagine del redattoreElena Tommaseo

C'è un gigante buono nel traffico di New Delhi

Un giorno di 25 anni fa, quando a Delhi ancora non c'era la metropolitana (oggi abbiamo 9 linee) - le case erano più basse e l'occhio poteva spaziare meglio nel percorrere le strade senza i piloni delle sopraelevate - passando vicino a Karol Bagh mi accorsi che stavano costruendo qualcosa, qualcosa che non era di sicuro una casa.

Era stata montata un'impalcatura di pali di bambù e stava prendendo forma una base che faceva pensare ad una statua, ma di dimensioni enormi. Qualche mese dopo, tornando a Delhi, era chiaro che in quel punto stava sorgendo un gigantesco Hanuman.




In pratica, passando in macchina sulla strada principale, te lo trovavi improvvisamente davanti facendoti sentire minuscolo sotto di lui, anche se era ancora circondato di pali di bambù, appena abbozzato. Oggi, da tanti anni ormai, si presenta così ma, sorpresa, non è una statua, si tratta di un tempio.

Forse a qualcuno di voi che ha visitato Delhi sarà capitato di vederlo apparire all'improvviso mentre viaggiavate assorti in metropolitana fra la fermata di Jhandewalan e Karol Bagh, sulla linea Blu: se uno non ha gli occhi piantati sul cellulare o non gli volta le spalle, non può perderselo.



Chi è familiare con Hanuman, avrà occasionalmente visto una sua rappresentazione che potrebbe sembrare truce, ovvero l'idolo che, con entrambe le mani, si apre il petto all'altezza del cuore, è la rappresentazione di un momento iconico del Ramayana (uno dei più grandi poemi epici indiani, ndr) , in cui Hanuman mostra come il Signore Rama (cioè l'avatar di Visnu, cioè Dio, protettore del mondo e del Dharma, la legge divina, ndr) alberghi dentro di lui, esattamente nel suo cuore.


Ma la particolarità di questo Tempio va oltre alle sue dimensioni e alla sua forma inconsueta, infatti tutti i martedì, giorno dedicato a Hanuman, all'Aarti (la preghiera della sera) improvvisamente le dita delle mani cominciano a muoversi nel gesto di aprire il petto e le statuine di Rama e Sita (consorte di Rama, ndr) appaiono per il darshan, cioè l'opportunità di essere visti da tutti i presenti.




Per entrare nel Tempio si passa sulla lingua di un Rakshas (un demone) la cui bocca, spalancata per esalare l'ultimo respiro, è l'ingresso. Questo è uno dei tanti demoni che il fedele Hanuman ha sconfitto nel servire il Dio Rama.

Una volta dentro ci sono diverse stanze e nicchie dedicate anche ad altre Divinità e c'è anche un percorso in una goofa (cioè un corridoio sotterraneo) dove ci sono dei bellissimi altarini con altre statue colorate.




Durante il festival di Hanuman Jayanti (jayanti è il compleanno e il prossimo cadrà il 6 Aprile 2023), il tempio diventa uno dei centri più vivi per i festeggiamenti, così come si anima per altre festività come Ram Navami (il giorno della nascita di Rama), Shivratri (l'unione fra Shiva e Parvati, il momento in cui l'energia maschile e quella femminile si bilanciano perfettamente), Navaratri (il periodo di celebrazioni in onore di Durga) e Janmashtami (il compleanno di Krishna).



A chi non è familiare con l'India e i templi hindu questo potrà apparire quasi uno scherzo, in confronto con una chiesa barocca o, peggio ancora, romanica, ma se invece familiari lo siete, non vi suonerà poi troppo strano perché qui tutto è sempre piuttosto “sopra le righe”; è così anche nell'induismo e non è inconsueto finire in mezzo a rituali che sono tutto fuorché momenti di raccoglimento, un misto fra sacro e profano, nel chiasso, e nella confusione più totale, fra cibo, gadget e sandali sparsi ovunque.


Tutte la fotografie della pagina sono di Elena Tommaseo.


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